
La polizia ha trovato la testa di Wilma nell’appartamento del ragazzo. Era in una valigia, avvolta con un foglio di alluminio e nastro adesivo. Nella borsa c’era anche un animale di peluche.
Lo scienziato forense ha scoperto 14 impronte digitali del ragazzo sulla testa della poverina.
Secondo l’accusa, Wilma è stata assassinata il 14 novembre. Poi fatta a pezzi. Da quel giorno si erano perse le sue tracce.
Oltre a trovare la valigia, la polizia ha trovato tracce di sangue nel soggiorno, i vicini hanno sentito urlare una donna e il ragazzo è stato l’ultimo a vedere Wilma viva. La polizia ha anche trovato tracce di DNA di Wilma su un grosso coltello da cucina.
Ahmed, questo il nome del depezzatore, è nato in Iraq nel 1997 ed ha ottenuto la cittadinanza svedese nel 2014. È arrivato in Svezia da bambino.
Prima li regolarizzano. Poi danno loro la cittadinanza. Poi, loro ti fanno a pezzi.

Mi sovviene irruento il ricordo di Anders Behring Breivik.
Ora dico che tantissime donne occidentali hanno ridotto il cervello in pappa.
Queste pretenderebbero di insegnare all’ano a cagare.
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