Con il 25 aprile tornano i rituali stanchi dell’antifascismo ideologico. Oggi però a minacciare la libertà sono i controlli digitali, le messe bloccate e i tentativi di mettere a tacere chi critica il governo.
Un successone il #flashmob #BellaCiao https://t.co/Q0uLuYufoh
— Francesca Totolo (@francescatotolo) April 25, 2020
Per questo la liturgia antifascista in assenza di fascismo risulta così bizzarra. Stantia. Inutile. E ignorata dalla maggioranza degli italiani.
Dove vive chi scrive, nemmeno un invasato. Nell’aria si sente solo musica rock anni ’90 sparata a palla dai potenti mezzi di Vox.

Costretti a casa dal DPCM del caudillo Conte, con la scusa dell’emergenza coronavirus, orfani delle iniziative di piazza per il 75° anniversario della cosiddetta Liberazione, l’Associazione nazionale partigiani aveva chiamato tutti ad intonare dai balconi “Bella Ciao”.
Da Nord a Sud, solo alcune migliaia di cittadini e artisti si sono uniti all’iniziativa sulle note di “Bella ciao”, l’inno rosso diventato simbolo di divisione in un momento in cui servirebbe unità.
Il fatto che un’esigua minoranza di alcune migliaia di sciroccati abbia cantato ‘Bella Ciao’ dai balconi, mentre è costretta in casa dai decreti di un presidente del consiglio mai eletto, senza voto parlamentare, che guida una minoranza sconfitta alle urne, è la chiara evidenza che stiamo parlando dei discendenti di chi voleva sostituire una dittatura con un’altra. Solo che sono stati sconfitti da una terza dittatura, quella del mercato, più furba.
Immenso #Povia. Questa è la canzone che deve essere cantata dai balconi di tutta Italia oggi: "Italia ciao, non vedi che l'invasore è ancora qui, è un nuovo #Hitler con giacca e cravatta che ti bastona da #Bruxelles…" Fuck 🇪🇺! #RadioSavana #CoronaVirus #Covid19 pic.twitter.com/dqzyS2kOlk
— RadioSavana (@RadioSavana) April 25, 2020

Segnare i balconi da cui la cantano poi con batterie di missili far calare un doveroso silenzio in ricordo dei crimini partigiani.
Si autosegnalano con cartelli e bandiere di solito. Almeno, dalle nostre parti il balcone degli stronzi si vede da lontano.