In Germania muoiono tutti di polmonite, lo ‘strano’ caso tedesco

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Sono 1.457 i casi di coronavirus in Germania mentre scriviamo. Ma solo ieri si sono registrati i primi due decessi.

Ma se i casi di infezione stanno salendo in maniera esponenziale, l’andamento delle morti segue una curva piuttosto inusuale e sproporzionata rispetto agli altri Paesi colpiti dall’epidemia. Fino a ieri, infatti, su più di mille contagi non si erano ancora registrati decessi. Secondo i dati raccolti dall’Oms in Europa, invece, in Francia, con 1.784 contagi i morti sono 33 e in Spagna su 1.646 casi (raddoppiati in un solo giorno e poi cresciuti del 50 per cento) i decessi sarebbero 36. Proporzioni che stridono con i dati forniti da Berlino, che fino a ieri contava 0 morti su poco più di un migliaio di feriti.

La delegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo vuole vederci chiaro sulla notizia del “raddoppio dei casi di polominte nel giro di pochi mesi: da 40mila di inizio stagione ad 80mila, in meno di due settimane”.

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Ricordiamo che il coronavirus è stato portato in Italia proprio dalla Germania.

“Il sospetto è che anche in Germania ci si ammali e si muoia di Covid-19, ma che le autorità non lo sappiano o meglio non lo dicano“, spiega eurodeputato di FdI Carlo Fidanza, che assieme ai colleghi Fitto, Berlato, Fiocchi, Procaccini e Stancanelli, ha presentato un’interrogazione al Parlamento di Strasburgo, per chiedere che la Commissione faccia luce sul numero effettivo di contagi e decessi provocati dal Covid nel Paese della Merkel.

Sempre secondo i deputati di Fdi non è stato disposto un “un vero e proprio protocollo per eseguire i tamponi necessari a riconoscere l’infezione da Covid-19 in tutti i pazienti potenzialmente a rischio”, in Germania e in altri Paesi europei. “I dati relativi alle persone affette da coronavirus risalenti a circa un mese orsono mostrano come i casi riconosciuti siano stati all’epoca maggiormente concentrati in Francia e Germania, ben prima che in Italia”.

“È strano, quindi, che il nostro Paese ora sia tra i primi al mondo per contagi e decessi”, continua Fidanza. “Anche alla luce del fatto che in alcune nazioni, come ad esempio la Spagna, i tamponi post-mortem abbiano dimostrato come alcune persone classificate come vittime di normale influenza, in realtà fossero decedute a causa del virus“. E conclude: “Sembrano essere mancate, ad eccezione dell’Italia, un’azione di controllo diffusa e una puntuale verifica delle cause di morte dei pazienti”, facendo richiesta alla Commissione di intervenire coordinando “un’azione di verifica, anche post-mortem, sulle cause dei decessi delle ultime settimane nei 27 Stati Membri”. “L’Europa dovrebbe verificare che i tamponi vengano eseguiti in maniera sufficiente, sistematica e adeguata ovunque, non solo nel nostro Paese”, chiosa l’europarlamentare.

Solo oggi la Merkel ha ammesso:

Merkel getta la maschera: “Coronavirus infetterà 70% popolazione”




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