Contadini greci marciano verso confine per fermare clandestini con i trattori

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Il presidente turco Erdogan ha aperto le frontiere e organizzato l’invasione, trasportando migliaia di clandestini alla frontiera greca con bus e treni. Fornendo ai clandestini gommoni per raggiungere le isole greche davanti all’Anatolia.

Ieri violenti scontri tra la polizia greca e i clandestini armati provenienti dalla Turchia che volevano forzare il confine. A Lesbo, i residenti hanno incendiato un centro di accoglienza dell’Unhcr e pestato attivisti delle ong.

Il popolo greco è stremato da un’immigrazione che è da anni un’invasione. Alcuni agricoltori si sono riversati sul confine con i trattori per bloccare gli immigrati a Evros:




3 pensieri su “Contadini greci marciano verso confine per fermare clandestini con i trattori”

  1. Serva da lezione ai “sovranisti economici” (sempre che esista una cosa del genere): puoi mettere un popolo alla fame e far in modo che, salvo qualche protesta strappalacrime e tanta retorica, accetti in qualche modo il suo triste destino. Il popolo sa affrontare la fame e sperare sempre in un miglioramento. Non puoi pretendere, tuttavia, che quel popolo accetti allo stesso modo di farsi annientare biologicamente, a livello di composizione razziale: la morte di una razza è per sempre. Questo, un popolo fiero, non lo accetterà mai. Avrete la guerra.

  2. Quello che dici è giusto, tuttavia dovevano reagire sin da subito, quando la politica affossava la loro economia, quando hanno visto che l’europa unita era una trappola. Subendo tutte le angherie i loro governanti hanno inteso di avere a che fare con dei deboli. Esattamente quello che è accaduto a noi. Abbiamo dato ai porci criminali la certezza che sopporteremo qualsiasi sopruso. Ora anche se improvvisamente si ribellano hanno già in casa un numero consistente di stranieri che all’occorrenza si schiererà coi politici e con i miserabili che spingono alle porte per entrare.

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