Coronavirus, trovato migrante infetto: consegnava cibo per ristorante cinese

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Trovato positivo lo hanno invitato a stare a casa, lui (foto di repertorio) è andato a lavorare al ristorante cinese e continuato a consegnare a domicilio.

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Lentamente si dipana il mistero di come il coronavirus è entrato in Italia.

È risultato positivo al test del coronavirus ma invece di stare in quarantena a casa, come previsto in questi casi – ossia quando non si hanno sintomi evidenti per cui è necessario il ricovero in ospedale -, è andato regolarmente a lavoro nel ristorante cinese di Pavia dove è dipendente e in cui consegna anche cibo a domicilio. A ‘fermare’ l’untore pakistano sono stati i carabinieri di Pavia.

L’immigrato è stato denunciato e deve rispondere di “inosservanza dei provvedimenti dell’autorità”, reato punito con l’arresto fino a tre mesi o una multa massima di 206 euro. Per l’attività commerciale invece è stata disposta la chiusura.

A pensarci, l’ipotesi di un raider di un ristorante cinese come ‘paziente zero’ sarebbe la più sensata. Sarebbe il metodo più efficace per diffondere il coronavirus, non trovate? E’ la società moderna: pakistani e africani che consegnano cibo cinese in Italia. Mangiate italiano, idioti. Che poi fate la fine di Fontana con la mascherina. E andatevelo a prendere.

Ancora oggi il governo non diffonde statistiche con la nazionalità dei contagiati da coronavirus in Italia. Si apprende della loro esistenza solo per via traversa, come in questo caso.

Mettere in quarantena volontaria questi personaggi è folle.




3 pensieri su “Coronavirus, trovato migrante infetto: consegnava cibo per ristorante cinese”

  1. Col cazzo che.mi faccio portare cibo da negri e musulmani, mi viene il vomito al pensiero!E poi le cose me le vado a prendere fottuta generazione del mokaccino tielido deka col cacao o la cannella!Comunisti pigliainculo!

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