Primario Codogno, schiaffo a Conte: rimanda pensione per curare i contagiati

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Impara cos’è la dignità, abusivo, e dimettiti

Il primario dell’ospedale di Codogno rimanda la pensione per poter curare i malati durante l’emergenza coronavirus.

Mentre Conte offende i medici e il pm di Lodi li indaga, loro rispondono così.

Medico Codogno risponde a Conte: “Vergogna inconcepibile” – VIDEO

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Codogno, i medici dell’ospedale in trincea: “Quelle accuse del premier fanno più male della malattia”. “Abbiamo fatto il nostro dovere e abbiamo la coscienza a posto. Dal primo istante dell’emergenza non abbiamo lasciato i nostri ammalati nemmeno per un istante”.

Giorgio Scanzi, primario di Medicina dell’ospedale di Codogno, non vuole rispondere alle accuse, pur ritrattate, del premier Conte. Assieme ai colleghi, da cinque giorni in quarantena e in servizio nell’epicentro del contagio, non riesce però a nascondere l’amarezza. “Nessun ospedale d’Italia – dicono i medici del pronto soccorso diretto da Stefano Paglia – una settimana fa si sarebbe comportato in modo diverso. Abbiamo applicato protocolli e direttive di Istituto superiore di sanità, Oms e ministero della Salute. Nessuno di loro avrebbe suggerito tampone e isolamento per un italiano con i sintomi classici dell’influenza, non reduce dalla Cina e che non dichiara contatti con persone provenienti da là. Appena il quadro è cambiato, il protocollo è stato seguito. Il contagio purtroppo era già esploso da giorni, al punto da costringerci a chiudere il reparto”.

Ora risponde così.




3 pensieri su “Primario Codogno, schiaffo a Conte: rimanda pensione per curare i contagiati”

  1. Esistono Medici ed Operatori Sanitari non soltanto seri, perbene, deontologici e grandemente preparati ma anche e soprattutto instancabili ed eroici, lo abbiamo visto e lo vediamo a Wuhan e lo vediamo anche qui da Noi. Che a Codogno, i Medici dell’ospedale in trincea abbiano dichiarato: “Quelle accuse del premier fanno più male della malattia. omissis Abbiamo fatto il nostro dovere e abbiamo la coscienza a posto. Dal primo istante dell’emergenza non abbiamo lasciato i nostri ammalati nemmeno per un istante” risulta comprensibile e condivisibile. Non appare gentile affermare certe cose soprattutto verso chi è pronto a sacrificare la propria vita pur di salvare il prossimo.

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