E’ morto il giornalista Giampaolo Pansa
a 84 anni. Nato a Casale Monferrato, in
Piemonte, dopo la maturità classica si
laureò con 110 e lode in Scienze Poli-
tiche all’Università di Torino con la
tesi ‘Guerra partigiana tra Genova e il
Po’, che gli procurò il Premio Einaudi.Nel 1961 entrò nel quotidiano torinese
La Stampa. Era anche saggista e opinio-
nista. Dall’ex moglie Lidia, nel 1962
ebbe un figlio, Alessandro, ex ammini-
stratore delegato di Finmeccanica, mor-
to nel 2017 a 55 anni. Lascia la compa-
gna Adele Grisendi, scrittrice.
Il più discusso è stato quello dal titolo “Il sangue dei vinti”. Per quel saggio del 2003, Pansa è stato criticato fortemente dalla sinistra. Venne accusato di aver “infangato” la Resistenza usando, secondo i suoi più duri rivali “rossi”, quasi esclusivamente fonti revisioniste di parte fascista. Pansa ha sempre respinto queste accuse affermando di aver utilizzato fonti di diverso colore politico e di aver spesso descritto i crimini che certi esponenti fascisti avevano commesso ai danni dei partigiani prima di essere a loro volta uccisi.
Dai tempi di Lotta Continua fino alle più recenti polemiche sulla Resistenza, passando per la stanza di Carlo Casalegno e per le strade di Casale Monferrato,le nostre vite si sono incrociate e aspramente scontrate. Fummo distanti, ma oggi voglio rendere omaggio a Gianpaolo #Pansa pic.twitter.com/yeuGTfHQlV
— Gad Lerner (@gadlernertweet) January 12, 2020
