
«Con le risorse a disposizione (soldi dei contribuenti ndr), per due anni siamo riusciti a pagare anche il progetto di integrazione del calcio, sostenendo i costi dell’iscrizione, delle maglie, dei campi, dell’allenatore e del’accompagnatore. Quando il budget dell’accoglienza si è praticamente dimezzato, tutto questo non è più stato possibile».
E così, nel campionato di quest’anno, il Cefal United non c’è più: «Sono stati una quarantina i ragazzi che hanno potuto usufruire del progetto».

Mancheranno come il cancro!
Adios refugees!!