Addio alla squadra di calcio dei rifugiati, tutta colpa dei tagli di Salvini

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Hanno giocato fino a giugno scorso, concludendo il campionato Uisp e partecipando a qualche torneo. Poi, l’esperienza del Cefal United, la squadra di calcio composta dai richiedenti asilo del Lughese, si è conclusa. Colpa, come spiega il responsabile della sede di Villa San Martino del Cefal Fabio Federici, del decreto Salvini che è andato di fatto a tagliare i fondi per l’accoglienza dei migranti.

«Con le risorse a disposizione (soldi dei contribuenti ndr), per due anni siamo riusciti a pagare anche il progetto di integrazione del calcio, sostenendo i costi dell’iscrizione, delle maglie, dei campi, dell’allenatore e del’accompagnatore. Quando il budget dell’accoglienza si è praticamente dimezzato, tutto questo non è più stato possibile».

E così, nel campionato di quest’anno, il Cefal United non c’è più: «Sono stati una quarantina i ragazzi che hanno potuto usufruire del progetto».




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