Ospitiamo 96.862 immigrati in hotel: per Lamorgese non c’è invasione

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In una delirante intervista sul giornale di fumetti Repubblica, il ministro dell’Interno abusivo Lamorgese attacca Salvini: “Non c’è alcuna invasione”.

Ma Ottobre si conclude con un nuovo record per il governo del ribaltone. Sbarchi raddoppiati anche in un mese solitamente tranquillo: 2.015 i clandestini scaricati quest’anno contro i 1.007 lo scorso anno.

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Da quando la ex sinistra è tornata al governo, due mesi, sono già sbarcati 4.500 clandestini. Tanti quanti ne erano arrivati con Salvini erano arrivati in 8 mesi.

Tenendo anche conto che Salvini era ministro durante i mesi tradizionalmente peggiori, quelli estivi, con il nuovo governo gli sbarchi sono quasi QUADRUPLICATI.

L’unica nota positiva, che dipende dal crollo degli sbarchi dei mesi scorsi e dai decreti Salvini che hanno cancellato migliaia di finti profughi:

Svelata truffa PD: con decreti Salvini scoperti 150mila finti profughi

E’ che continua a diminuire il numero di fancazzisti in hotel a spese dei contribuenti. Calo che però rallenta ‘grazie’ ai nuovi sbarchi:

Con Salvini sono stati cacciati dagli hotel oltre 75 mila finti profughi. E altri 75 mila erano sulla via: ma il Pd vuole abrogare i decreti Salvini, proprio per interrompere questa emorragia di clienti delle proprie coop.




3 pensieri su “Ospitiamo 96.862 immigrati in hotel: per Lamorgese non c’è invasione”

  1. Certi dipendenti pubblici dovrebbero essere congedati con disonore dalla pubblica amministrazione, coloro che si prestano a provvedimenti volti a danneggiare il popolo italiano o modificarne la struttura. Mi ricordano a parti invertite, i vari ministri ed ufficiali civili e militari tedeschi nella loro tiritera: ho solo obbedito agli ordini. Scaricando interamente la responsabilità su un uomo ormai morto che non poteva più risponderne. Ciò peraltro era confacente allo spirito tedesco prussiano, oggi lo è meno. Ma non fu sufficiente ad evitargli pene di vario grado. Chi viene stipendiato, a qualunque titolo, fosse anche un bidello deve prestare giuramento alla bandiera e sulla costituzione (un’altra possibilmente o pesantemente modificata che metta la nazione al centro dell’interesse statale), deve farlo seriamente, non superficialmente e tra risolini di chi quel giuramento lo deve ricevere per giunta, e chi viola tale giuramento deve essere licenziato e perseguito a norma di legge. Chi non se la sente per le sue convinzioni ideologiche non deve far parte dei ranghi statali, faccia il negoziante o l’imprenditore o il professionista o altro. Nel privato, se si detesta una certa ditta non si va ad elemosinarne un posto di lavoro con l’obiettivo di farla fallire. A meno che non si stia già lavorando per un’altra società concorrente.

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