L’Italia, con 5.255.503 cittadini stranieri regolarmente residenti (8,7% della popolazione totale residente in Italia) si colloca al terzo posto nell’Unione Europea.

In realtà, compresi quelli che hanno ‘acquisito’ la nostra cittadinanza, sono più di 6 milioni. Ma l’Italia è più giù del 3° posto, visto che che Caritas, nel solco della propria folle ideologia, calcola i Pogba e i Boateng come ‘francesi’ e ‘tedeschi’. E prima di noi c’è anche la Spagna. Per non parlare di Belgio, Olanda, Svezia e altri.
Diminuiscono gli ingressi per motivi di lavoro, ormai praticamente irrilevanti:
L’invasione degli scrocconi: solo il 5% degli immigrati viene in Italia a lavorare
Sono alcuni dei dati del XXVIII Rapporto Immigrazione 2018-2019 presentato a Roma da Caritas e Migrantes, in cui si evidenzia che dal 2014 la perdita di cittadini italiani risulta l’equivalente di una grande città come Palermo (677 mila persone): una perdita “compensata”, nello stesso periodo, dai nuovi cittadini per acquisizione di cittadinanza (oltre 638 mila) e dal contemporaneo aumento di oltre 241mila unità di stranieri residenti.Pur tenendo conto della diminuzione della natalità straniera (-3,7% nel 2018) perdura purtroppo il contributo degli immigrati alla riproduzione demografica dell’Italia. Attraverso i ricongiungimenti familiari.
Insomma, la sostituzione etnica è certificata. E loro la celebrano. Credono di riempire la chiese con nuovi membri afroislamici. Invece con questi ci riempiono solo altre cose.
Al primo gennaio 2019 le comunità straniere più consistenti sono quella romena (pari al 23% degli immigrati totali), quella albanese (8,4% del totale) e quella marocchina (8%). Le regioni più compromesse sono Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte.
E la Cei si è espressa sul tema immigrati: il presidente, il cardinale Gualtiero Bassetti, ha affermato che con il nuovo governo si sente “un cambio di passo” nel Paese sulla questione.
Promemoria appena tornato al governo, Salvini: non si fanno prigionieri. Via l’8 per mille a questi parassiti in sottanone rosso.
In 20 anni quadruplicati immigrati e crollata ricchezza: sarà un caso?
Un governo sovranista deve abolire i ricongiungimenti familiari che sono solo una forma demografica di invasione. E tornare allo ius sanguinis.

Salvini deve imparare dalle sinistra la gestione del potere. Quelli non si fanno scrupoli sul nemico sconfitto. Sarebbe davvero bello vivere in età meno degenerate, o almeno poter essere ‘superiori’ e fare il liberale a fronte di una marea montante di intolleranti, ma siamo in quella fase storica dove i modi da gentiluomini, contrapposti, ma alla pari, si stanno estinguendo, come il pensiero occidentale e gli occidentali stessi, fisicamente, del resto.
Dovranno essere rimossi tutti i caporioni, dalla burocrazia ministeriale, alle grandi aziende di stato fino alla piccola dirigenza degli enti locali se fanno ostruzionismo, e solitamente lo fanno, all’ideologia nazionalista. E’ ora che l’Italia torni ad appropriarsi di se stessa in un secondo Risorgimento.