Ocean Viking, Ong celebrano resa dell’Italia: “Dopo 14 mesi prima nave che sbarca in Italia”

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La Ocean Viking è stata informata dal MRCC di Roma che un place of safety le è stato assegnato per sbarcare gli 82 immigrati che sono stati prelevati nel Mar Mediterraneo centrale in due diverse operazioni. Saranno sbarcati nel porto di Lampedusa e ricollocati in diversi Stati dell’Unione europea. E già gli ultrà dell’immigrazione esultano e chiedono a Bruxelles di “creare un meccanismo efficace, coordinato e prevedibile, che garantisca orti sicuri per sbarcare le persone soccorse in mare”.

Quattordici ore dopo l’ingresso nella Lybian Search and Rescue Region, la nave di Sos Mediterranea e Medici senza frontiere è stata informata di un primo gommone, che aveva 50 clandestini a bordo, lo scorso 8 settembre. Il secondo soccorso e trasferimento del 9 settembre è stato effettuato con condizioni meteomarine in rapido peggioramento dopo che la situazione a bordo della Josefa (una nave a vela di 14 metri) è diventata un’emergenza. Nonostante ripetuti tentativi di contattare le autorità libiche la Ocean Viking non ha ricevuto istruzioni fino al 10 settembre quando il centro di coordinamento libico le ha assegnato il porto di Zawiyah per sbarcare i naufraghi.

Sos Mediteranée, che noleggia la Ocean Viking con Medici Senza Frontiere, è soddisfatta di aver ottenuto dalle autorità italiane il via libera a entrare in un porto italiano. È il primo segnale della nuova linea buonista adottata dal governo giallorossa. Ancora una volta una coalizione di Stati europei ha fornito una soluzione ad hoc per lo sbarco degli immigrati che, per il momento, rimarranno in Italia. “Aver ricevuto un porto sicuro è una buona notizia – dichiara Nicola Stalla, coordinatore dei soccorsi sulla Ocean Viking -. Ma dovere aspettare da qualche giorno a qualche settimana non è accettabile. Chiediamo agli Stati europei di creare un meccanismo efficace, coordinato e prevedibile, che garantisca orti sicuri per sbarcare le ersone soccorse in mare”.

Il place of safety risponde alla legislazione internazionale che stabilisce che coloro che sono soccorsi in mare siano velocemente sbarcati in un luogo in cui la loro sicurezza sia garantita e che i loro bisogni fondamentali siano soddisfatti. Tuttavia, sulla base dei due decreti Sicurezza approvati dal precedente governo, l’imbarcazione di Sos Mediteranea e Medici Senza Frontiere non potrebbe sbarcare in Italia. “Per le persone che sono fuggite da circostanze disperate nei loro Paesi e sofferto terribili abusi in Libia, la sicurezza non arriva mai abbastanza presto – dice Erkinalp Kesikli coordinatore di MSF su Ocean Viking – Sos Mediterranea sostiene fermamente che i valori umanitari debbano essere difesi dagli Stati membri dell’Unione europea e che debba essere trovata una risposta umanitaria alla crisi in atto nel Mediterraneo centrale”.

Adesso Sos Mediterranea già alza il tiro. E si fionda a sollecitare gli Stati dell’Unione europea a rispondere all’urgente necessità di assetti search and rescue nel Mediterraneo centrale, a stabilire un meccanismo di sbarco coordinato, condiviso e sostenibile che garantisca la salvaguardia di vite umane e a porrre termine alla “criminalizzazione delle Ong che operano nel Mediterraneo”. Ora che Matteo Salvini non è più al ministero dell’Interno, i talebani dell’immigrazione sono tornati alla carica sapendo di poter contare su un governo pro accoglienza.

Ci risiamo, andato via Salvini le Ong tornano a farla da padrone e comportarsi fuori dalla legge.

Il primo recupero post-Salvini, quello dell’Ocean Viking, ne è una dimostrazione chiara.

Il gommone viene individuato da un aereo della missione Ue Sophia, che Salvini aveva trasformato da traghettamento in Italia a mera individuazione aerea con comunicazione ai libici, accanto ad una nave madre. In acque contigue libiche: a 14 miglia nautiche. Praticamente sottocosta.

Che è dove si presenta poco dopo la nave dell’ong. Un chiaro appuntamento. Dimostrato anche dal fatto che il presunto peschereccio non è assediato dai soliti gabbiani: perché non trasportava pesce, ma clandestini.

E questa è la nave che sta scaricando clandestini in Italia. Che rimarranno in Italia, anche se dicono di no.




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