Pd detta le condizioni per governo col M5s: riaprire i porti

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Il Pd, dall’alto del 20 per cento dei voti, detta le proprie condizioni al M5s, 15 per cento dei voti, per formare il governo del ribaltone. Il governo della minoranza. Cinque punti per distruggere il Paese.

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Il primo punto è trovare 23 miliardi di euro dalle tasche degli italiani, per questo “la manovra è il primo punto del confronto”.

Poi vogliono “l’impegno e l’appartenenza leale all’Ue”.

Inoltre, chiunque voglia unirsi al Pd di Zingaretti dovrà garantire il non rispetto della sovranità popolare e la superiorità dei giochi di palazzo sulla volontà dei cittadini con “il pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa incarnata dai valori e dalle regole scolpite nella Carta Costituzionale a partire dalla centralità del Parlamento”. La democrazia rappresentativa è la negazione stessa della democrazia. Casaleggio il Vecchio voleva la democrazia diretta, i suoi seguaci sono pronti ad ucciderlo una seconda volta.

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Condizione necessaria sarà anche la riapertura dei porti, con una politica “fondata sui principi di solidarietà, legalità e sicurezza. Nel pieno rispetto delle convenzioni internazionali e l’impegno prioritario per affermare un pieno e diverso protagonismo dell’Europa in questi temi”.

Infine, al Paese servirà una svolta gender nella politiche economiche, con “delle ricette economiche e sociali a segnare da subito un governo di rinnovamento in una chiave ridistributiva e di attenzione al lavoro all’equità sociale, territoriale, generazionale e di genere”.

Insomma, vogliono tornare a traghettare e distruggere definitivamente il Paese. Vanno fermati. Nessun mezzo è illegittimo per fermare i ladri di democrazia che, per l’ennesima volta, vogliono andare al governo senza avere vinto le elezioni.

Il PD è un partito eversivo.

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5 pensieri su “Pd detta le condizioni per governo col M5s: riaprire i porti”

  1. In ITALIA,oltre il 40% degli Italiani,e* contro,un NUOVO INCIUCCIO…….si va in PIAZZA,creando i COLLETTI BIANCHI,senza distruggere,i negozzi ed le auto,ma si deve andare in PIAZZA……….Popolo della Lega e della MELONI,ed TOTI……cominciate ad arringare la gente……….

  2. Quando i 5stelle non erano ancora nati Grillo, e dopo Casaleggio (forse il più sognatore e onesto) avevano descritto un movimento che aveva i connotati dell’anarchia di destra, o all’epoca così mi parve, ma quando il partito si formò i contenuti dei loro discorsi erano cosi nebulosi da farmi subodorare una truffa ai danni del popolo boccalone, tutto sommato avevo visto giusto.

  3. Allora, dobbiamo essere precisi: siamo ancora nella XVIII legislatura, la cui composizione nei seggi nei due rami del parlamento é dovuta ai risultati delle elezioni politiche del 2018, in cui il M5S è stato il partito più votato con il 32%, seguito da PD col 18% e Lega col 17%. Lo straordinario risultato conseguito alle europee dalla Lega con il 34% non conta nulla, come neppure i dati dei sondaggi che la danno verso il 40%, perché ripeto, la legislatura è ancora in vigore e contano i risultati delle politiche dell’anno scorso. L’unico modo per rendere nulli i risultati delle politiche é andare a elezioni anticipate, ma sappiamo tutti che il M5S non é intenzionato a farlo, perché é in picchiata in termini di consensi. Nulla impedisce a pentastellati e democratici di fare un inciucio, che avrebbero potuto fare già lo scorso anno, e poi raramente in Italia si é andati a elezioni anticipate, ma ci sono sempre stati più governi in un’unica legislatura. Purtroppo una legge elettorale schifosa come il “rosatellum”, che si é rivelata peggiore del “porcellum”, ci ha dato questa situazione.

    Che il PD detti le condizioni era naturale, perché ha i numeri in parlamento che parlano chiaro e che gli consentono di farlo. Diciamo che questa sciagura di un governo M5S-PD, a causa dei risultati delle scorse politiche, si è solo potuta rimandare, ma non evitare. L’unica cosa in cui possiamo sperare per il bene dell’Italia, é che un quasi certo governo M5S-PD vada in crisi il prima possibile e che si vada a votare.

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