Ong rifiuta sbarco in Libia e con 350 clandestini punta verso l’Italia

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La Ocean Viking, nave con bandiera norvegese che opera per i francesi di Msf e Sos Mediterranée, con oltre 350 clandestini a bordo, ha ottenuto l’indicazione del porto di sbarco dalla Libia: Tripoli.

Il porto è stato “individuato stamattina dalla Guardia costiera libica dopo che la stessa ong aveva chiesto alla Libia la disponibilità del Pos”, rivela il Viminale.

Il ministero dell’Interno Salvini ha poi spiegato che alla Ocean Viking siano stati comunicati anche “riferimenti e contatti per l’organizzazione dello sbarco”. E successivo rimpatrio in sicurezza verso Nigeria, Senegal, Costa d’Avorio e altri paesi.

Ma i trafficanti umanitari non ci stanno: “Non riporteremo le persone in Libia in nessuna circostanza”, dicono, “Per il diritto internazionale né Tripoli né alcun altro porto in Libia sono porti sicuri e riportare le persone lì sarebbe una grave violazione”.

E ora la nave sta navigando verso nord “in attesa dell’assegnazione di un luogo sicuro che soddisfi i requisiti del diritto internazionale”. L’Italia, in attesa di Renzi.

In Libia non ci sono guerre, solo una scaramuccia tra tribù. E di sicuro non a Tripoli. Ma, soprattutto, non ci sono guerre nei paesi di provenienza dei clandestini. Che vanno in Libia, pagando migliaia di dollari, per imbarcarsi sfruttando la situazione di destabilizzazione.




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