I clandestini a bordo della nave Gregoretti della Guardia Costiera ‘italiana’ sono tutti maschi. E provengono da Costa d’Avorio, Nigeria, Senegal, Guinea Bissau, Niger, Gambia, Mali, Sudan e Ciad. Una sola donna.

Non si comprende per quale motivo l’Italia non debba tenerli sulla nave per identificarli e poi trasferirli in elicottero verso l’aeroporto di Tripoli e da lì a casa loro, visto che sono tutti Paesi senza guerra. I primi tre anche piuttosto ricchi e stabili.
La proposta è quindi quella di ormeggiare una grande nave prigione davanti alle coste della Libia e usarla come centro di identificazione in mare. Lì verrebbero tutti identificati e analizzate, ma solo a chi proviene da Paesi in guerra (quindi nessuno), le richieste di asilo.
Dopo un paio di volte che vedono che non c’è speranza di raggiungere l’Italia, non partirebbero più. Questa è un’alternativa temporanea prima di poterli direttamente riportare in Libia quando la situazione sarà totalmente pacifica, ovvero con la fine delle scaramucce tribali attuali.
La nave, questo pomeriggio entrata in rada a Catania, ad oltre mezzo miglio:
E’ ancora lì e non ha ricevuto il permesso di attracco. Si attende che la Ue si faccia carico dei clandestini.
Sarebbe una vittoria. Ma il trionfo sarebbe quello che abbiamo provato a spiegare.

Sono attratti dal consumismo occidentale, e soprattutto dalla donna bianca…
A giudicare dalle pubblicità, la rai, che a sua volta rappresenta il governo, auspica un rapporto moooolto stretto tra le eburnee fanciulle ariane e i gorilla puzzolenti. Sempre coppie “miste”! Ormai chi vende, sia merendine che carta igienica, un culo nero ce lo mette sempre!
Sì è vero, coppie miste nero-bianca e coppie omosessuali fatte da uomini bianchi. Devono indottrinare le masse all’autolesionismo e al passivismo. Comunque, concordo col tuo secondo commento.
Le mogli dei prefetti, dei magistrati, e dei tuta-rossa, ne hanno un gran bisogno. 🙂