Salvini chiude i porti alle Ong italiane: affondata la nave di Casarini

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E’ lotta contro il tempo per contrastare la nuova offensiva delle Ong, che ieri hanno annunciato un piano per traghettare clandestini in Italia.

“Se necessario agiremo ancora come Sea Watch”, hanno detto:

E’ una dichiarazione di guerra. Uno Stato sovrano deve rispondere di conseguenza. Anche sollevando l’autorità giudiziari, evidentemente infiltrata da elementi ostili, dal prendere decisioni che pregiudicano la sicurezza nazionale.

Salvini è al lavoro per inserire durante la conversione in legge del decreto Sicurezza una nuova norma contro le Ong italiane: la norma è fatta su misura per colpire la famigerata Mediterranea, l’ong del pregiudicato Luca Casarini.

I tecnici del Viminale avrebbero studiato e messo a punto una modifica al testo che impedirà a ong italiane di di traghettare clandestini.

Del resto l’offensiva anti-Italia è parte di un piano generale volto a destabilizzare il nostro Paese attraverso l’immigrazione. E le ong sono la cinghia di trasmissione di questo progetto eversivo:

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Ecco perché il leader della Lega ha chiesto ai suoi collaboratori di “predisporre ogni misura utile a impedire che possa ripetersi quanto accaduto nelle ultime settimane”, in chiaro riferimento alla querelle tra il governo (e la legge italiana) e la nave della Ong tedesca Sea Watch (battente però bandiera olandese) guidata dall’attivista Carola Rackete.

Il piano anti Ong italiane prevede la modifica dell’articolo 2 del decreto Sicurezza che impone “al comandante della nave l’ osservanza della normativa internazionale e i divieti e le limitazioni” e prevede “in caso di violazione del divieto di ingresso, transito o sosta in acque territoriali italiane la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 10.000 a euro 50.000”, specificando inoltre che “in caso di reiterazione commessa con l’ utilizzo della medesima nave, si applica altresì la sanzione accessoria della confisca della nave, procedendo immediatamente a sequestro cautelare”.

Nel nuovo testo si specificherà che le sanzioni valgono anche per quelle che battono bandiera italiana in modo da poterle confiscare in caso di comportamento reiterato.

Non sarebbe più semplice negare loro la bandiera italiana?

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Mediterranea è attualmente in mare con una barca a vela di lusso che costa migliaia di euro al giorno per il solo noleggio. La Mare Jonio, infatti, si trova ancora sotto sequestro.

Luca Casarini, secondo la questura locale in contatto con la criminalità organizzata, in una conferenza stampa a bordo della Rainbow Warrior (c’erano una volta gli ecologisti) a Palermo aveva affermato: “A brevissimo, questione di ore, massimo un giorno, torneremo in mare con una imbarcazione battente bandiera italiana. Credo sia la migliore risposta a chi ha fatto una guerra contro chi salva le persone”.

Mediterranea ha già messo gli occhi anche sul 5×1000. Come noto i contribuenti italiani possono destinare una quota dell’Irpef a finalità di carattere sociale. L’elenco delle associazioni cui destinarla è lungo, ma ad oggi non risulta esserci Mediterranea Saving Humans. Possono iscriversi organizzazioni di volontariato, Onlus, cooperative, enti ecclesiastici, fondazioni e – ovviamente – le Ong. Il fatto è che, tecnicamente, Mediterranea non è una “organizzazione non governativa” (secondo la definizione di legge), ma una “piattaforma di realtà della società civile”. Per fare un esempio: l’Iban cui accreditare eventuali bonifici non è intestato a Mediterranea, ma all’associazione Ya Basta di Bologna. Per questo non sembra idonea ad iscriversi nell’elenco per il 5×1000.

Per aggirare il problema, Casarini&co si sono fatti aiutare dall’Arci. L’associazione ha infatti deciso di “destinare la raccolta del 5×1000” alla nave dei centri sociali. Scrivi Arci e leggi Mediterranea. Sarà un 5×1000 “controcorrente”, a favore di un “un’azione di disobbedienza morale ma di obbedienza civile”.

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L’accusa dell’ex procuratore Nordio è pesantissima:

Non una novità per chi ha lettola vicenda su Vox.

E dietro a loro c’è l’estrema sinistra:

Finanziati dalle banche:




Un pensiero su “Salvini chiude i porti alle Ong italiane: affondata la nave di Casarini”

  1. Caro Matteo , ti avvisiamo che una bandiera non è solo uno straccio ,ma indica quale legge vigge su quella imbarcazione . e che quella imbarcazione appartiene ,ed è territorio della nazione che ha dato i documenti per navigare , devi mandare questi clandestini in quella nazione come scritto nel trattato di Dublino . e se i giudici non capiscono un cazzo di diritto internazionale marittimo saremo felici di spiegarlo .

I commenti sono chiusi.