Il presidente serbo Aleksandr Vučić ha messo in stato di allerta le Forze armate del paese e le Forze speciali del Ministero degli Interni, dopo che martedì mattina nella zona settentrionale del Kosovo a maggioranza cristiana, repubblica autoproclamatasi indipendente e non riconosciuta dalla Serbia, sono stati arrestati 13 cittadini serbi.

“I reparti della ROSU (le Forze speciali del Kosovo, ndr) hanno fatto irruzione nel territorio di tutti e quattro i comuni serbi nel nord del Kosovo. Sono stati arrestati degli agenti di polizia di nazionalità serba e dei civili”, riporta il canale televisivo nazionale.
Nel comune di Zubin Potokut e nella parte settentrionale del distretto di Kosovska Mitrovica gli abitanti locali stanno erigendo barricate per ostacolare il passaggio delle automobili delle autorità albanesi.
Belgrado ha sottolineato di aver già dato notifica di quanto accade ai rappresentanti della comunità internazionale. “Se le azioni di Pristina (la capitale del Kosovo, ndr) non saranno interrotte non ci sono dubbi su quale sarà la reazione della Serbia”.
Il giorno prima il presidente Vučić si era rivolto al parlamento sottolineando la necessità di “smetterla di ingannare la nostra stessa società” e ammettere la perdita del controllo sul Kosovo. Il presidente si è inoltre detto a favore di un miglioramento dei rapporti con Pristina e ha affermato che “nei prossimi giorni o mesi” ci si può aspettare azioni violente da parte degli albanesi.
Che errore la guerra della Nato contro i serbi.

Gli albanesi scherzano col fuoco, avrebbero dovuto bastargli le batoste prese dai serbi.