Oggi un esercito di immigrati marcia su Roma per lo ius soli

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Oggi quelli che la sinistra anti-italiana definisce «nuovi italiani», quelli che in Francia hanno dato fuoco alle banlieus, quelli che hanno fatto strage al Bataclan, marceranno su Roma, per rilanciare il tema dello ius soli. Perché vogliono sostituirci.

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Un esercito di 825mila non italiani nati nel nostro paese che esigono la nostra cittadinanza italiana. Un esercito ostile che, comunque, la otterrà al diciottesimo anno di età con l’attuale legge: non è difficile immaginare quanto manchi all’islamizzazione completa dell’Italia, con questi numeri.

A Torino su 132mila minori iscritti all’anagrafe, 28mila sono figli di famiglie immigrate: uno su quattro è povero, il 15 per cento povero assoluto. Non portano ricchezza, creano sacche di povertà che, come insegnano Francia, Regno Unito e Belgio, generano violenza e drenano risorse alle famiglie autoctone.

Cartina di tornasole della Grande Sostituzione è la scuola. Lì c’è quello che potrebbe essere il nostro futuro, se non blocchiamo i ricongiungimenti familiari e torniamo allo ius sanguinis.

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A Roma, le scuole senza italiani come la Parini e la Aurora, vede la percentuale di figli di immigrati raggiungere oltre il 95 per cento.

Dovrebbero essere osservate e usate come monito: ci stanno sostituendo. E noi li paghiamo per farlo.

Oggi un esercito ostile marcerà su Roma per rivendicare la nostra terra. Per quanto ancora, resteremo a guardare?