“Bergoglio parla solo di migranti ma Cristo non è solo per loro”

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Don Nicola Bux, per lunghi anni collaboratore di molti dicasteri vaticani: «Gesù nei Vangeli spiega un concetto che oggi si tende a dimenticare: I poveri li avrete sempre, Cristo no».

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La critica, evidente, è all’idolatria del migrante fatta da Bergoglio e dai suoi.

«La Chiesa dovrebbe parlare di più del suo fondatore e meno dei problemi, pure gravissimi, che assillano il mondo. Non è questione di sottovalutare le piaghe e le emergenze che ci affliggono, ci mancherebbe, ma di collocarle nella giusta prospettiva».

«Va molto di moda oggi – dice don Nicola – dire no ai muri e costruire i ponti. Perfetto, ma questo che cosa vuol dire?».

«Significa ancora una volta riempire il tempo e lo spazio con Gesù Cristo. Non con le geremiadi sui mali, le sciagure e le disgrazie che ci attanagliano». O il dialogo a tutti i costi.

«Oggi si parla troppo di tutto nella Chiesa eccetto che di Cristo. E così si perde l’orizzonte della missione che la Chiesa è chiamata a svolgere: portare gli uomini alla conversione. Il resto conta di meno e comunque Gesù non è venuto su questa terra anzitutto per affrontare le immani tragedie che ci assediano: la fame, le malattie, l’inquinamento. Certo, soffriva e piangeva come tutti gli uomini per le troppe sventure dell’umanità. Ma ci ha insegnato una verità più alta. Noi sappiamo che più si mette l’accento sul mistero, più i cristiani possono contribuire ad affrontare tutte queste ferite aperte».

«Io non devo certo insegnare al Papa quel che il Papa deve dire – riflette il pastore – ma ogni cristiano può fare le sue osservazioni».

«Si è molto attaccato nei giorni scorsi Papa Ratzinger per il documento che ha scritto sulla crisi della Chiesa e la pedofilia. Ma io credo che Benedetto abbia solo avviato una riflessione su alcuni temi già noti. Ha posto al centro della scena il fatto di Cristo. La distinzione fra tradizionalisti e progressisti non tiene. Ecco, ci sono i cattolici autentici, che si abbeverano alle fonti sempre fresche della tradizione, e i modernisti che piegano i Vangeli alle mode. Noi dobbiamo diffidare delle mode».




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