Sos profughi: non potranno avvicinarsi alle scuole

Condividi!

Ci sono 9 zone rosse vietate ai cosiddetti profughi. Sono quelle vicine alle scuole e alla stazione ferroviaria. A queste si aggiungono quelle blu, cinque, nei pressi della biblioteca e degli oratori. Aree dove il via libera sarà concesso solo dietro specifico nulla osta. Del resto, le storie di spaccio e molestie ormai si moltiplicano.

Nella cartina allegata al provvedimento gli spazi sono colorati e cerchiati, in una sorta di piano regolatore che delimita la possibilità o meno in futuro di aprire centri di accoglienza per i profughi. Non sia mai che il PD torni al governo.

VERIFICA LA NOTIZIA

Il regolamento diventerà operativo nell’arco di un paio di giorni, dopo l’approvazione in consiglio comunale da parte dell’amministrazione di Calolziocorte, paese alle porte di Lecco, da nove mesi guidato dalla Lega. La maggioranza ha detto sì, compatto il no dell’opposizione con alcuni consiglieri che, sconvolti, hanno abbandonato l’aula.

Ma la decisione ormai è stata presa e il sindaco leghista Marco Ghezzi esulta: «L’obiettivo è quello di salvaguardare le zone sensibili, più o meno come già accade per le sale slot», le parole del primo cittadino.

«Tra centri di accoglienza, scuole e stazione dovrà esserci una distanza minima di 150 metri, misurata calcolando il percorso pedonale più breve», si legge nel provvedimento. Per chi avesse invece intenzione di ospitare richiedenti asilo presso edifici di proprietà che si trovano nella zona blu dovrà essere fatta pervenire apposita richiesta agli uffici. «Nessuna discriminazione — precisa Ghezzi —. Viste le molteplici problematiche sociali e di sicurezza che queste strutture possono generare, vengono semplicemente individuate le zone sensibili da salvaguardare, la stazione, le scuole, gli oratori, la biblioteca. Il documento poi non è retroattivo, non vale per le realtà già presenti».

A Calolziocorte infatti sono una trentina i migranti attualmente ospitati, tutti in centri proprio vicino alla chiesa e alle elementari.




Lascia un commento