Un musulmano dell’Assam è stato trascinato, picchiato con bastoni e costretto a mangiare carne di maiale da un gruppo di radicali indù “protettori delle vacche”. Il gruppo era furioso perché l’uomo vendeva carne di mucca, che è l’animale sacro della religione indù. Per questo i nazionalisti lo hanno ripagato con la “giusta punizione” religiosa: costringerlo a cibarsi dell’animale considerato impuro dall’islam. Il video poi è stato diffuso sui social, dove è stato condiviso e visualizzato migliaia di volte.

E’ avvenuto nel distretto di Biswanath il 7 aprile. Shaukat Ali, il musulmano, è stato fatto inginocchiare in mezzo al fango e circondato dalla folla in preda all’ira. Nel filmato si sentono gli aggressori che urlano: “Hai la licenza di vendere carne di manzo? Sei del Bangladesh? Il tuo nome è nel registro nazionale dei cittadini [indiani]?”.
In India la vacca è l’animale sacro dell’induismo e la sua uccisione è considerata un oltraggio agli dei. Diversi Stati indiani hanno vietato il commercio e consumo della carne e imposto la chiusura dei mattatoi. Tra questi però non rientra l’Assam, dove la vendita è legale. Sul tema è intervenuta la Corte suprema per annullare il bando sui mattatoi di bovini.

L’impronta anglosassone sulla cultura di un cacatore di strada:
“Oi mate, do you have a loicence for that beef?”
Rivalità conseguenti all’abbrutimento religioso…
Certo che anche da noi con la credulità in trippatonaconi e loro ciance non è che siamo messi molto meglio.