In Italia siamo ancora alla ‘par condicio’ televisiva, quando, ormai, tutto passa da Facebook.
Il candidato di Fratelli d’Italia a Roma, Caio Giulio Cesare Mussolini, attacca Facebook dopo la sospensione del suo profilo e dichiara: “Voglio tranquillizzare tutti: non farò campagna elettorale con fasci littori e saluti romani. Trovo però inaccettabile che Facebook chiuda il mio profilo solo per il mio cognome. Sono stato bloccato fino all’11 aprile, pur non avendo scritto nulla”. Poi annuncia: “Sto valutando se avviare un’azione legale”.
Facebook chiude il mio profilo solo perché il mio cognome è Mussolini:sono stato bloccato fino al giorno 11 di Aprile, pur non avendo scritto nulla. Qui l'unico discriminato sono io. E' inaccettabile. Sto valutando con i miei avvocati se iniziare un'azione legale #scrivimussolini
— Caio G.C. Mussolini (@CaioGCM) April 8, 2019
Questo dimostra ancora una volta che deve essere regolato. E’ una grave intrusione nel processo democratico italiano (ed europeo in questo caso). Non è possibile che un privato negli Stati Uniti condizioni il processo democratico italiano.
Gli stolti di sinistra saranno estasiati. Non comprendono: oggi il vero dittatore è Zuckerberg.

e male fa, ce ne sarebbe tanto bisogno!