Sgozzato perché italiano: Boldrini e Kyenge mute

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Il delitto di Stefano Leo, sgozzato da un marocchino con cittadinanza italiana, è un omicidio razzista.

Said è stato chiaro: “Volevo uccidere un bianco, giovane e italiano”. “Mi bastava che fosse italiano, uno giovane, più o meno della mia età, che conoscono tutti quelli con cui va a scuola, si preoccupano tutti i genitori e così via. Non avrebbe fatto altrettanto scalpore. L’ho guardato ed ero sicuro che fosse italiano. Volevo ammazzare un ragazzo come me, togliergli tutte le promesse che aveva, dei figli, toglierlo ai suoi amici e parenti”. Insomma Said Mechaquat cercava un “italiano”.

Chiaro no?

Ora immaginate se un iscritto alla Lega avesse sgozzato un immigrato, e poi avesse confessato: “Volevo uccidere un negro. Mi bastava che fosse un immigrato”.

Avrebbero fatto una canea senza fine. Altro che Ramy e Adam. Boldrini sarebbe subito andata sul posto. Mentana avrebbe fatto una maratona lunga tre giorni. Mattarella avrebbe dichiarato tre giorni di lutto nazionale.

E invece no. Invece Stefano era italiano. E il suo assassino un marocchino, con cittadinanza italiana. E allora tutti zitti.

Zitta Boldrini. Silente Mentana (che aveva scritto la sua cazzata quotidiana al tempo della morte). Muto Mattarella.

E la Kyenge! Ve la immaginate, la Kyenge, a parti invertite?

Quella ricerca di “un uomo italiano” dovrebbe far scattare l’aggravante di discriminazione razziale, come ha scritto subito dopo la notizia Vox.

A chiederlo è anche Edmondo Cirielli, questore della Camera e parlamentare di Fratelli d’Italia: “L’assassino di Stefano Leo confessa che voleva uccidere ‘un italiano’. Ha agito, dunque, per finalità di discriminazione razziale. Mi sembra strano che la procura di Torino non abbia ancora contestato all’assassino l’aggravante”. Poi l’esponente di Fratelli d’Italia punta il dito contro una parte di quella sinistra che ha preferito restare in silenzio davanti ad un ragazzo italiano trucidato con una coltellata alla gola: “Appare ancora più imbarazzante- prosegue Cirielli- davanti a un omicidio crudele, spinto dall’odio verso gli italiani, il silenzio dei paladini dell’integrazione, Nicola Zingaretti e Laura Boldrini. E soprattutto mi aspetterei parole forti anche da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per condannare questo omicidio razzista”.

Ma dietro questo sgozzamento c’è di più: c’è l’odio dei figli degli immigrati per i figli degli italiani. Quello che una psichiatra ha definito come l’odio verso chi sa di essere a casa, da parte di chi, invece, e non per colpa sua, è uno sradicato ontologico: non è e non sarà mai italiano, non è e non sarà più marocchino. E’ la tragedia dell’immigrazione che si sta abbattendo su di noi.

Sono le banlieu parigine. Sono i figli di ISIS. Sono quelli che sgozzano un italiano perché “era felice”.

Ius sanguinis.

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Vox

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