Caro Lucano, volere ripopolare la tua terra con immigrati è già un crimine in sé

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Mimmo Lucano dopo la molto parziale riabilitazione ottenuta in Cassazione:

Riace, Cassazione conferma accuse a Lucano: “Gravi indizi su immigrazione clandestina”

Attacca Matteo Salvini: “Io non sono scappato dal processo, come Salvini. Io sono ultimo, debole, che non ha nessuno, lui invece è cosi’ forte ma ha avuto paura di farsi processare. Noi ci difendiamo nel processo non dal processo”.

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“La parte politica che Salvini rappresenta- aggiunge- è abituata alla denigrazione, alle cattiverie. Ancora mi chiedo come faccia un cristiano a votare per Salvini. A supportarmi in questi mesi ci sono stati i missionari comboniani, i francescani… i valori del cristianesimo sono antitetici a quelli dell’attuale ministro dell’interno e a quello che politicamente rappresenta. Un cristiano non può votare per Salvini”.

La replica di Salvini: “No, anche perchè di processi ne avrò altri. Se avessi paura non dovrei fare il ministro dell’Interno. Quello che ho fatto l’ho fatto per difendere l’interesse nazionale”. Infine il leader della Carroccio interviene sulla sentenza della Cassazione: “Non commento i giudici ma irregolarità ne sono state segnalate a decine, quindi… Al di là dei reati che possono esserci o non esserci, pensare che il ripopolamento e ringiovanimento di un territorio passi attraverso l’arrivo di migliaia di immigrati, secondo me è un modello di sviluppo sbagliato. Fossi un sindaco calabrese mi occuperei di dare un futuro ai giovani della mia terra al posto di deportare i migranti”.

Lucano, al di là che abbia fatto sposare o meno vecchi rimbambiti con prostitute nigeriane è un criminale. Perché cercare di ripopolare la tua terra con immigrati è, già di per sé, un crimine. Che poi sia un ‘crimine legale’, solo perché i tuoi accoliti erano al governo, e altri sono nei media e nella magistratura: cambia nulla.

Significa solo che sei in compagnia. Vedremo se andrai a processo. Ma è irrilevante: sarai condannato dal tribunale della Storia. Il popolo ti ha già condannato. Via dalle palle chi odia la propria terra.