La Ue mette i bastoni tra le ruote ai respingimenti in Libia.

“La Libia non può essere considerata un porto sicuro”per i migranti soccorsi in mare”. ‘Precisa’ la portavoce della Commissione Ue per le Migrazioni, Natasha Bertaud, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, rispondendo a una domanda circa indiscrezioni provenienti da fonti del Viminale. Che in realtà non hanno mai parlato di ‘porto sicuro’, come millantano i soliti giornali di fake news Repubblica e Avvenire.
“Quando si tratta di porti di sbarco – dice – questi vengono definiti dalla Convenzione Onu della legge del mare”. “Un porto sicuro – continua la portavoce – è un posto in cui le operazioni di soccorso sono considerate terminate e dove la vita di una persona salvata in mare non è più minacciata e dove le sue necessità umanitarie di base possono essere soddisfatte. La Commissione ha sempre detto che non ritiene che queste condizioni siano soddisfatte in Libia”. Questo “è il motivo per il quale nessuna imbarcazione che batta bandiera dell’Ue sbarca persone in Libia, né lo ha mai fatto”.
Questo è il motivo per il quale una volta che i trafficanti ‘bucano’ il blocco navale italo-libico, non possiamo riportarli in Libia: è scandaloso.
Solo per questo motivo l’Italia dovrebbe uscire dalla Ue e dichiarare la Libia porto sicuro.
In Libia non ci sono guerre, dalla Libia partono clandestini, spacciatori e dirottatori che non fuggono dalla guerra in Libia (che non c’é), ma che ci vanno per imbarcarsi.
“La Libia può e deve soccorrere gli immigrati in mare e quindi va considerata un Paese affidabile”, precisano fonti del Viminale parlando di un chiarimento dalla Commissione Ue.
Questa ha ricordato che Tripoli ha ratificato la Convenzione di Amburgo del ’79 e quindi rientra pienamente nel piano soccorso SAR.
Alla luce di questo riconoscimento il ministro Salvini ha aggiornato la Direttiva sulle frontiere e contro l’immigrazione illegale: legittimi gli interventi di soccorso libici, a terra c’è la tutela del personale Oim.
In pratica, non saranno le nostre navi – per ora – a riportarli in Libia, ma quelle libiche. Bene così.

Se l’azione ”sigillante” avrà successo….
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