L’Italia è stata vittima per anni della famigerata missione Ue Sophia che dopo la firma di Renzi prevedeva che tutte le navi europee scaricassero i clandestini prelevati in giro per il Mediterraneo in Italia. Con l’arrivo di Salvini, l’Italia ha preteso che l’Italia fosse solo uno dei tanti paesi di sbarco. Ovviamente, non c’è accordo con gli altri Paesi Ue.
Il 31 marzo la missione andrà in scadenza. Era già scaduta a fine dicembre ma prorogata tecnicamente nella speranza di raggiungere un accordo, ma stavolta Salvini ha messo un ultimatum: secondo quanto riferito dal settimanale tedesco Der Spiegel, al Consiglio Giustizia e Affari interni dell’Ue di ieri, i delegati italiani hanno ribadito che la sopravvivenza della missione dipende dal cambiamento delle regole di ingaggio. Il governo chiede che i clandestini delle navi militari dell’Ue non vengano più sbarcati nei porti italiani, ma redistribuiti tra i vari Stati membri.

“È l’Italia il paese responsabile di Sophia, che si è dimostrata un successo – ha detto il ommissario europeo per le Migrazioni, gli Affari interni e la Cittadinanza, Dimitris Avramopoulos – Se vi sono proposte per migliorare il funzionamento dell’operazione, siamo qui per discuterne, ma sta all’Italia decidere”. Infatti da quando c’è il governo populista il Comando italiano invia, volutamente, le navi militari straniere nei posti più improbabili, per essere certo che non trovino clandestini.
Il ministro dell’Interno tedesco, Horst Seehofer, ieri alla riunione europea ha affermato che Sophia “deve continuare” e che farà di tutto affinché questo avvenga. In particolare, spiega il Der Spiegel, la Cancelleria sarebbe pronta a sostenere la condizione richiesta dall’Italia.
Ma gli altri non ci stanno. E hanno ragione. Sophia avrebbe senso solo in un caso: le navi Ue prendono i clandestini e li riportano in Africa. Altrimenti è come avere le Ong con gli steroidi.
