“Stiamo aprendo nuovi centri per le espulsioni che non c’erano, perchè ne abbiamo ereditati troppo pochi, raddoppieranno entro l’anno. Stiamo lavorando anche agli accordi con i paesi esteri”.

Lo ha annunciato Salvini, a margine della presentazione delle celebrazioni degli 80 anni del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Non risultano terroristi sulla nave Diciotti? “Allora si vede che non ce n’erano ma il rischio c’è”. L’interesse per la nazione era “non far sbarcare i clandestini in Italia, cosa che ho fatto anche questa notte con 87 immigrati che stanno sbarcando a Malta in questi momenti, fino a prova contraria sono immigrati clandestini”, ha aggiunto Salvini.
Nessuno poteva attendersi un aumento dei rimpatri nei primi mesi di governo. Era impossibile. I primi mesi hanno azzerato di fatto gli sbarchi, ed è già un miracolo.
Il sistema dei rimpatri è complesso, non lo rivoluzioni in 8 mesi.
C’è però un ma. Anche il piano che indica Salvini potrà magari raddoppiare i rimpatri, ma saremmo comunque sui 10mila clandestini l’anno: troppo pochi per rispettare il patto con gli elettori.
Per rispettarlo, è necessario militarizzare il sistema delle espulsioni.
Dicono, i cultori dell’accoglienza, che è impossibile espellere i 600mila clandestini ‘italiani’.
Mentono.
Quanto impiegheremmo a rimpatriarli? Beh, utilizzando gli aerei militari da trasporto non troppo tempo.
L’Italia possiede 22 C-130. L’aereo può trasportare comodamente 100 clandestini a botta, con accompagnatori. In teoria, se ci fosse la volontà, ogni viaggio potrebbe trasferire lontano dall’Italia ben 2.200 clandestini. Con un solo viaggio a settimana, un ritmo nemmeno tanto frenetico, si potrebbero espellere più di 114mila clandestini in solo 1 anno: 560mila nel giro di una sola legislatura.
E questo esclusi gli altri aerei civili che il governo potrebbe noleggiare. Il costo per ora di volo si aggira sui 6/7mila euro compresa la manutenzione. Tenendo conto che mediamente parliamo di 10 ore di volo tra andata e ritorno (ad esempio la Nigeria), il costo totale dell’espulsione ogni anno di 114mila clandestini ci costerebbe solo 80 milioni di euro. Una bazzecola rispetto ai 5 miliardi di euro che spendiamo per tenerli in hotel.
Ovviamente non è così semplice, ci vogliono accordi con i Paesi di provenienza, ma anche questo problema è superabile con un iniziale spostamento dei clandestini in un Paese terzo – metodo israeliano – e, oltretutto, con tutti i fondi che versiamo agli Stati africani – sia direttamente che attraverso le rimesse dei loro immigrati regolari -, potremmo minacciarli di blocco trasferimenti in caso si rifiutino di riprendersi i loro clandestini.
Insomma, per eliminare dal territorio nazionale i vari Oseghale spenderemmo solo 500 milioni di euro in una legislatura. Le coop rimarrebbero a bocca asciutta e i nostri aerei militari servirebbero finalmente a proteggere le frontiere invece di andare a fare guerre inutili al servizio di Washington.
E, magari, un’altra Pamela non sarà fatta a pezzi.

A parte che questi infami invece di ringraziare i loro ”protettori”
per avere il collo ancora sano…..
Parlano ancora….
…..in un’altro posto,prima dell’esecuzione, avrebbero dovuto pagare tutti i danni
inferti alla nazione sino all’ultimo centesimo + interessi e spese di esecuzione (capitale…quello della loro sporca pelle di bastardi psicopatici)….per la loro
natura di luridi corrotti e di scarto di umanoidi…
Altro che aprire le loro fogne per sputacchiare: ”Impossibile”….dopo essere stati e seguitare ancora ad essere la causa tutto questo scempio….bastardi
Molti paesi del Terzo Mondo riescono ad espellere 100 mila clandestini in un solo anno, non si capisce perché l’Italia che è uno dei primi 10 paesi avanzati al mondo non dovrebbe riuscirci.
La verità è che i fanatici dell’accoglienza dicono che non si possono espellere tutti i 500 mila clandestini semplicemente perché non vogliono che vengano espulsi. Piuttosto speriamo che il governo giallo-verde non vagli la possibilità di una nuova sanatoria: se la Lega vuole suicidarsi, faccia pure.