Una finta università per incastrare i clandestini

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Il sito web dell’Università di Farmington (Michigan) descriveva il college come una struttura «accreditata a livello internazionale, autorizzata ad iscrivere studenti internazionali» e in grado di prepararli ad affrontare le sfide di un’«economia sempre più globalizzata». Peccato che però la struttura era tutta un finta, dietro la quale si celava il Dipartimento della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti che, attraverso una serie di agenti sotto copertura camuffati da impiegati, in tal modo stanava gli studenti stranieri privi del permesso di soggiorno (o con lo stesso scaduto) che poi venivano arrestati.

Moltissimi i giovani clandestini ad essere caduti nella trappola, 161 dei quali sono stati arrestati.

Si tratta in massima parte, di cittadini indiani che si trovano attualmente in centri di detenzione in attesa di espulsione.

L’Immigration and Customs Enforcement (ICE) americano ha rivelato che ciascuna delle oltre 600 persone iscritte alla fantomatica università di Farmington sapeva che non avrebbe frequentato dei veri corsi o guadagnato crediti. «Il loro intento era quello di mantenere fraudolentemente il loro status di visto per studenti e, grazie a quello, poi lavorare nel Paese».
I difensori delle persone che si sono ritrovate in carcere o sotto accusa non ci stanno però a questa ricostruzione. «Mi piacerebbe che le nostre forze dell’ordine indagassero sui crimini che si stanno verificando, invece che dedicarsi ad elaborate operazioni provocatorie» ha affermato Faiza Patel, del programma Liberty and National Security presso il Brennan Center for Justice della New York University. Anche perché, pare, che quello della Fermington University, non sia il primo caso di ateneo fittizio creato dall’ICE. Nel 2016 un analogo caso era stato scoperto in merito alla University of Northern New Jersey, i cui dipendenti erano agenti sotto copertura che organizzavano anche dei falsi colloqui di ammissione con gli studenti per stanare eventuali illegali.




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