
Gli arrestati sono accusati di aver costituito una cellula eversiva che ha posto la lotta violenta alla base della propria strategia e programma ideologico, ricorrendo con estrema “facilità all’uso di sostanze esplosive ed incendiarie” per le azioni contro obiettivi istituzionali.
Omettiamo i nomi degli arrestati perché non crediamo giusto pubblicare nomi di accusati, quando non arrestati in flagranza di reato.
Tra gli attacchi, sarebbero responsabili anche della collocazione di due ordigni esplosivi, dei quali uno esploso, nei pressi della sede della “Lega”, avvenuta il 13 ottobre 2018, ad Ala (TN).
Sotto il profilo operativo, le indagini hanno consentito di riscontrare come la cellula sovversiva disarticolata con l’odierna operazione fosse caratterizzata da concreti “propositi eversivi”, testimoniati non solo dai molteplici attentati compiuti, ma anche da una spiccata “intenzione insurrezionale”, tanto che, in un commento intercettato, è espressamente affermato che per “fare la rivoluzione” é necessario “ammazzare qualcuno”.
Per fare la rivoluzione ci vuole il popolo.
