
«Gli agenti nelle ultime settimane hanno effettuato più volte sopralluoghi, senza però trovare nessuno – aggiunge l’assessore –. Basti pensare che soltanto nella giornata di sabato in zona i poliziotti sono passati almeno tre volte. Ho fiducia nella sinergia tra le istituzioni per trovare soluzione ad una situazione intollerabile».
Il bambino che ha scoperto il tunisino (denunciato ma in libertà) nella sua cameretta è ancora sotto choc: è terrorizzato alla sola idea di tornare a casa. «Sono già due notti – fa sapere il papà a La Nazione che già domenica ha raccolto il suo sfogo – che siamo costretti a fermarci in albergo per stare tranquilli». Secondo alcuni testimoni, infatti, lo straniero sarebbe tornato nell’appartamento forse per riprendere il cellulare lasciato lì addirittura in carica. Del resto, in un primo momento, il giovane avrebbe raccontato in Questura di aver «pagato» una stanza ad un certo «zio».
«Abbiamo attivato Apes affinché cambi gli infissi danneggiati dal giovane che ha rotto una finestra per entrare abusivamente nella proprietà dei M. (l’iniziale per tutelare il minore coinvolto nel fatto, ndr) – chiude Gambaccini –. Abbiamo già chiesto la mobilità d’urgenza per trovare loro un’altra sistemazione». Anche Apes si è mossa. «La presenza di irregolari in quello stabile è già stata segnalata ed è sotto la lente degli investigatori – spiega il direttore Giorgio Federici –. Stiamo valutando l’opportunità di togliere l’alloggio all’inquilino accusato di favoreggiare questo fenomeno, se ciò dovesse essere dimostrato».
