Mentre ancora non si sanno i numeri precisi (10-15-17) di quanti clandestini Conte abbia trattato in un eccesso di caldane adolescenziali, quelli che sappiamo è che difficilmente arriveranno mai in Italia.
Intanto, Salvini ha preteso che i clandestini vengano registrati a Malta ed è lì, secondo il regolamento di Dublino, che dovranno chiedere asilo. Ma questo vale per il futuro.
Per il presente, invece, è previsto che vengano noi.
Ma Salvini ha imposto che questo avvenga solo dopo che quelli sbarcati in Italia quest’estate da navi Ue, facciano il percorso inverso:

Malta ha già rifiutato. Per gli altri, la Ue ha parlato di ‘elementi pericolosi’. Si tratta dei clandestini sbarcati a Pozzallo il 16 luglio 2018 a bordo di “Monte Speroni” e “Protector”.
Già questo rende praticamente lettera morta l’accordo Ue.
Anche perché le procedure sono solo sulla carta. Di fatto, nelle prossime settimane i funzionari del Viminale si recheranno, con molta calma, a Malta per prendere visione degli immigrati. E inizierà tutta una trafila burocratica.
Molto lunga. Se pensiamo che in 6 mesi quelli che dovevano lasciare l’Italia sono ancora qui.
Ma l’errore, non dell’Italia, bensì dell’Europa – e anche di Conte e Di Maio -, è non prevedere l’immediato rimpatrio di questi clandestini.
Perché in questo modo, le Ong ci riproveranno. E cosa accadrà, la prossima volta?
Certo, una soluzione ci sarebbe: via le bandiere olandesi e tedesche.
Ps. A proposito, perché i Paesi Bassi si prenderanno solo 6 clandestini dopo avere concesso la bandiera alla SeaWatch?
