E’ la conferma, i veri spacciatori di bufale sono i giornali cosiddetti ‘mainstream’.

Il giornale di sinistra “Der Spiegel” ha dovuto ammettere che uno dei suoi più celebri giornlisti si è inventato i suoi presunti scoop, creando dal nulla fonti inesistenti.
E pensate che Der Spiegel ha un team di “fact checking”, ma chi controlla il controllore?
Il solo fact checking corretto è quello di Vox: proporre di verse fonti e che poi sia il lettore a decidere.
Il bufalaro – per usare un brutto termine coniato dagli scodinzolati cagnolini di Boldrini – è il trentatreenne Claas Relotius.
Per i suoi reportage ha vinto tutti i più importanti premi giornalistici del Paese: si ricordano il Premio per il reporter dell’anno, il Premio Peter Scholl-Latour senza contare la nomina di “Journalist of the Year” della Cnn e dell’European Press Prize.
Nel suo curriculum il giornalista ha scritto anche per l’edizione tedesca del Financial Times (quello del premio a Soros), per la Zeit on line, per il domenicale della Frankfurter Allgemeine. Per la Zeit ha pubblicato (nel 2012) anche un reportage sui “profughi che salvano Riace dal declino”.
