Gli stupratori di Baobab in gabbia: accampamento ‘murato’

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L’accampamento dello stupro, dove un ospite tunisino del Baobab ha violentato una povera donna straniera, in gabbia: come si fa con le bestie feroci.

E’ iniziata al Tiburtino la costruzione di barriere in cemento armato e grate metalliche attorno alla famigerata tendopoli di Baobab Experience.

Sono stati gli stessi attivisti del movimento che assiste oltre trecento abusivi accampati in una tendopoli abusiva nei pressi dello scalo ferroviario, a “denunciare” il fatto: ora gli abusivi denunciano!

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Anche se le Ferrovie, proprietarie dei terreni attorno alla stazione, spiegano che in realtà i lavori sono cominciati il 27 agosto scorso e riguardano una vasta area nella stessa zona dove dovranno sorgere dei cantieri e che le barriere servono proprio a delimitare i punti interessati dai lavori.

«Come faremo entrare acqua, pasti ed eventuali mezzi di soccorso? La sicurezza fatta di cancellate senza diritti e’ apartheid», scrivono da Baobab che ha postato le foto delle barriere su Facebook . «Ci stanno chiudendo in gabbia, qualcosa a metà fra un campo di concentramento e una nuova frontiera. Ci stanno impedendo di entrare con le auto, portare agevolmente acqua e pasti, effettuare assistenza sanitaria lontano dalla strada, far entrare mezzi di soccorso, se necessario. Lo stanno facendo senza comunicazioni ufficiali: i nostri unici interlocutori sono gli operai della ditta appaltatrice», scrivono i volontari, che aggiungono: «Cosa accadrà una volta che anche l’ultimo piccolo accesso sarà sbarrato da un cancello elettrico? Saremo sotto sequestro? Saremo prigionieri? Nessuno, nemmeno Ferrovie dello Stato (proprietaria dello spazio in cui sorge il presidio umanitario informale) con cui in un primo momento avevamo instaurato un dialogo, è in grado di darci risposte».

Questi non sono normali. Lì è stata stuprata una donna, e invece di ringraziare che ancora non è stata rasa al suolo – la Raggi è complice dello stupro e di quelli che seguiranno – si lamentano perché li mettono in gabbia: dove si mettono le bestie feroci?

Le barriere che nascono nelle nostre città sono il risultato della mancanza di barriere alle frontiere negli ultimi anni.




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