I profughi rendono molto più della droga
Evasione fiscale, la procura chiede la citazione a giudizio per i legali rappresentanti di tre onlus che si occupano dell’accoglienza di immigrati: Gus, Perigeo e Acsim.

Gus ha ospitato chi ha fatto a pezzi Pamela. Intanto, secondo le accuse, evadeva anche le tasse: sui soldi incassati per ospitarlo. Lui e altri fancazzisti.
Secondo la ricostruzione fatta dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza le tre associazioni hanno profitti che vanno tassati e che sono soggetti alla normativa tributaria. Gli inquirenti contestano alle tre onlus di aver violato «le disposizioni e i vincoli stabiliti dallo statuto e dalle leggi speciali di riferimento». Insomma, per la Procura sarebbero diventate delle vere e proprie aziende. Per questo avrebbero dovuto versare l’Iva e pagare le tasse sui ricavi.
“Riches&Poors”, ricchi e poveri. Questo il nome dato all’operazione delle Fiamme gialle sul cosiddetto “terzo settore”, partita dopo un anomalo arrivo di migranti a Macerata e il conseguente fiorire di realtà che si occupano di accoglienza. Le tre associazioni, negli anni presi in esame (dal 2011 al 2015) avrebbero nascosto all’erario poco meno di 46 milioni di euro di ricavi, ed evaso l’Iva per sei milioni e rotti.
Nel dettaglio: 39.660.028 euro i ricavi non dichiarati dal Gus, 3.219.413 quelli dell’Acsim e 3.052.813 quelli della Perigeo. L’evasione ritenuta più consistente, sempre stando alle indagini, sarebbe quella del Gus con 10,4 milioni di euro tra Iva e Irpef non versate, secondo la ricostruzione della Finanza.
L’associazione è tra le più grandi d’Italia, con 407 dipendenti e un bilancio da 20 milioni di euro, stando all’ultimo rendiconto pubblicato dall’ente nel 2016.
Per quanto riguarda l’Acsim, gli elementi acquisiti durante l’ispezione hanno permesso di constatare, stando alle indagini, che avrebbe violato le «disposizioni in materia di associazioni di volontariato» e «utilizzato in maniera indebita i benefici previsti per le onlus». Di conseguenza l’ente, secondo le indagini, sarebbe «decaduto dal regime agevolato sin dal 2011» e avrebbe disatteso gli obblighi di natura dichiarativa in tutti e cinque gli anni esaminati. Poco meno di 500mila euro l’Iva non versata, più le tasse sui 3,2 milioni di euro di ricavi non dichiarati.
Infine la Perigeo: per la Finanza le operazioni dell’associazioni sarebbero connotate da «requisiti dell’organizzazione, dell’abitualità e della professionalità», quindi dovrebbero essere soggette a tassazione. Per quanto riguarda l’Iva, la Finanza ha considerato imponibili anche «le prestazioni di accoglienza profughi eseguite a seguito di convenzioni stipulate con la pubblica amministrazione». Ulteriori 519.849 euro di Iva non versata, a cui vanno aggiunte sempre le tasse sugli oltre 3 milioni di euro di ricavi non dichiarati.

Chissà dove sono finiti tutti.i soldi elargiti….?le ggff dovrebbero indagare i conti correnti…delle ONG