Mentre in Italia abbiamo le magliette rosse che strillano per i respingimenti, l’Algeria sta tranquillamente espellendo nella totale tranquillità migliaia di lavoratori africani subsahariani al motto ‘prima gli algerini’.

Da febbraio i lavoratori africani espulsi in malo modo sui due piedi dalle autorità di Algeri verso il territorio del Niger sono tra i 10.000 e 15.000. Ma questi sono i numeri ufficiali che potrebbero essere molto più alti. Si parla di più di 50mila immigrati espulsi in pochi mesi.
Non si tratta di migranti appena arrivati, oppure impegnati a sopravvivere con mezzucci di ripiego al limite della legalità.
Gli espulsi lavoravano da almeno due o tre anni nella regione di Algeri. Operai edili, imbianchini, artigiani di ogni tipo che rubavano il lavoro ai cittadini locali.
E così sono scattate le retate dalla polizia algerina. Gli agenti si sono fatti consegnare tutto: soldi, auto, cellulari e documenti.
Poi, senza alcuna spiegazione, li hanno scortati al confine. Un lungo viaggio in jeep in pieno deserto a sud di Tamanrasset, quindi a piedi, da soli sotto il sole. Alcuni hanno dovuto marciare per oltre 20 chilometri senza una goccia d’acqua prima di arrivare a Assamka, il posto di blocco dove i soldati del Niger li hanno finalmente dissetati.
Ora, noi non pretendiamo di fare marciare sotto il sole i 500mila clandestini che Salvini ha promesso di espellere in 5 anni, perché siamo buoni e rispettosi. Ma li vogliamo fuori dai coglioni. E voi?

SICURAMENTE fuori dai coglioni!!! Non ci piove!