L’Italia è il secondo Paese al mondo per numero di persone sotto scorta. Sono 800. Tra le quali Saviano, Kyenge e Boldrini. Di questi, quelli realmente in pericolo saranno poche decine. Gli altri: parassiti.

Siamo primi in Europa e al secondo posto nel mondo dopo gli Stati Uniti, che però hanno 300 milioni di abitanti: 6 volte l’Italia.
Ora Salvini vuole ridurre questo spreco, visto che la scorta è ormai una sorta di status symbol.
Tremila gli agenti delle forze dell’ordine sottratti al servizio sul campo per scortare centinaia di parassiti.
Duecento i milioni di euro che lo Stato (il contribuente) spende per garantire questo servizio,
Movimento 5 Stelle e Lega esigono ora senso di responsabilità a ministri e sottosegretari nell’utilizzo delle auto blu. Non è però un problema solo nazionale, ma anche e soprattutto locale. Meno di un anno fa, nelle regioni del sud si contava circa un’auto (e un autista) ogni 100mila abitanti.
E allora, si cambia: basta sirene e passaggi con il semaforo rosso, a meno che non sia strettamente necessario. Basta anche a buste della spesa portate dagli agenti come il famoso shopping della Finocchiaro all’Ikea. Bisognerà rispettare il protocollo e segnalare le anomalie ai superiori, oppure si rischia di incorrere in sanzioni o, addirittura, nel licenziamento. Saranno gli agenti a capire di volta in volta quali accorgimenti vanno adottati e a scegliere, ad esempio, di utilizzare la corsia d’emergenza solo se il caso lo richiede. Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di polizia, ha le idee chiare: “Lo Stato deve trasmettere ai cittadini l’idea che le scorte si assegnino solo a chi effettivamente è in reale pericolo di vita”.
