Bologna, Comune promette grande moschea Musulmani: “Vostro diritto”



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Il Comune di Bologna vuole una grande moschea sul territorio cittadino e promette a breve “azioni concrete per i diritti dei nuovi cittadini”. Così, in neolingua, si definiscono gli invasori moderni.

L’obiettivo è quello di soddisfare l’esigenza dei musulmani costretti a pregare in una delle 55 moschee di fortuna (che in lingua corrente sarebbero abusive) della città, covando un sentimento di particolare frustrazione: insomma, o gli facciamo la moschea, o si fanno saltare in aria. Dimenticando che in Francia c’è pieno di moschee, e si fanno saltare in aria lo stesso: anzi, gli attentati li organizzano proprio nelle moschee, che non sono luoghi di ‘socialità’, ma casematte dell’invasione.

Susanna Zaccaria, assessore alle pari opportunità: “Sono tante le religioni che hanno bisogno di luoghi di culto. Una delle azioni del nostro piano è proprio redigere un protocollo per l’apertura di luoghi di culto e sale di preghiera che vada incontro alle esigenze di tutti”.

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Ma la Lega non è d’accordo e si fa sentire attraverso la voce del consigliere regionale Umberto Bosco, che in Comune ha risposto a distanza a Zaccaria: “Pensare che la costruzione di una moschea possa risolvere i problemi lamentati dagli stessi fedeli è quantomai miope. Le comunità islamiche sono diverse e spesso non dialogano tra di loro, pensare che possano pregare nella stessa grande moschea è semplicemente assurdoinvito pertanto gli amministratori locali che pensano di promuovere l’integrazione di chi proviene da paesi a maggioranza islamica, costruendo luoghi i culto e spazi di aggregazione a loro riservati, a studiare gli effetti che queste politiche hanno prodotto negli altri stati europei dove le comunità islamiche sono molto più chiuse e tradizionaliste rispetto all’italia”.

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