Macerata, cori choc anche contro vittime di Nassiriya: sinistrati pisciano contro momumenti

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Non solo ha inneggiato alle foibe, la manifestazione guidata da Kyenge e gli altri politici della cosiddetta sinistra a Macerata. Oltre a «Foibe, foibe», che hanno urlato saltellando, e la canzone di Raffaella Carrà degradata a «Ma che belle son le foibe da Trieste in giù», non si è fatto mancare l’oltraggio alle vittime italiane, per lo più carabinieri, dell’attentato islamico contro gli italiani in Iraq nel 2003: «A Macerata fa freddo e piove – hanno ripetuto in coro in più occasioni –, a Nassiriya fa meno 19 (il numero dei morti)». Sono dementi.

Non sono mancate le provocazioni nei confronti di carabinieri e poliziotti: insulti, cori irridenti e gesti osceni. I militari che presidiavano il centro da sopra le mura sono stati presi a male parole e invitati a buttarsi nel vuoto, mentre cicche di sigarette sono state lanciate contro alcuni di loro. Nel repertorio di questo gruppo di manifestanti anche i cori «Dieci, cento, mille Acca Larentia» (il riferimento è ai due militanti del Msi assassinati nel 1978) e «Fascisti carogne, tornate nelle fogne». Quindi slogan in cui si incita a «bruciare i fascisti e le loro sedi».

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Un cameraman del Tg1 è stato preso a male parole da un ragazzo toscano. «Levati dai c… – gli ha urlato con fare minaccioso –, sei qui solo per alimentare il terrore per procura. Servo del governo», detto da un galoppino del PD non è male. Insulti anche a un operatore di èTv: «Che bel lavoro di m… lavorare per la televisione».

E poi decine di manifestanti intenti a urinare su una porzione del muro esterno dello Sferisterio. In viale Leopardi, invece, è stato rotto il vetro di una finestra. Sono i cosiddetti ‘antifascisti’.

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