Profugo si scontra con treno e muore, si scoprono strane cose

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Un immigrato si scontra con un treno e muore. Ma la notizia è ‘interessante’ per altri motivi:

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Castel Bolognese, 18 dicembre 2017 – Si chiamava Islam Saiful, era originario del Bangladesh ed attualmente viveva a Lugo, il 20enne che ieri sera stato travolto e ucciso da un treno alla stazione di Castel Bolognese mentre attraversava i binari. Alla luce di una prima ricostruzione, il giovane, un ex rifugiato che aveva ottenuto il permesso di soggiorno umanitario e che lavorava alla Croce Rossa di Lugo presieduta dall’ex comandante della Polizia Municipale della Bassa Romagna Roberto Faccani, era da poco salito, in compagnia di due suoi amici (un suo connazionale e un pakistano), su un treno alla stazione di Lugo.

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I tre avrebbero dovuto raggiungere la vicina Solarolo per trascorrere una serata con alcuni amici rifugiati bengalesi che sono assistiti nella stessa cittadina faentina. I tre avrebbero però sbagliato fermata scendendo a quella successiva, ossia a Castel Bolognese. Il tragico incidente si è verificato nel momento in cui il 20enne ha attraversato i binari per verificare, sul tabellone degli orari, il primo treno utile per poter tornare a Solarolo. Sul posto è intervenuta un’ambulanza unitamente al mezzo avanzato di soccorso con a bordo il medico.

Qualcuno dovrebbe spiegarci perché uno che viene dal Bangladesh possa essere considerato ‘profugo’. E’ una oscenità tutta piddina. E poi: perché nessun magistrato indaga sulla Croce Rossa, che fa business prima accogliendo a spese dei contribuenti i ‘profughi’ e poi li assume? E gli intrecci tra Croce Rossa e chi dovrebbe vigilare, come ex comandanti che si gettano nel business?