“Vogliamo restare qui a San Cataldo: ci troviamo molto bene. Ora
ci vogliono trasferire a Torre Chanca dentro le tende della Croce Rossa”.
Naim è un ragazzo pachistano in fuga dalla guerra in Siria. Con i suoi compagni di bisbocce vive da un anno in appartamentini nel Salento.
Ora devono cambiare casa: destinazione sarebbe masseria Ghermi, quella che avrebbe dovuto salvare dalla strada tanti senzatetto leccesi e che ora è piena zeppa di immigrati per la maggior parte africani.
In 28 protestano e dormono in strada: esigono di restare dov’erano, ma la Prefettura ha deciso di affidarli alla Croce Rossa Italiana. Che vuole anche questo business.
“Ora vogliamo parlare con i dirigenti della Prefettura di Lecce: oggi è chiuso.
Aspetteremo lunedì: ci vogliono lasciare nelle tende insieme a 300 africani“.
Intanto, i residenti hanno già inviato video e foto di un piccolo accampamento
nato dalla protesta.
I giovani fancazzisti erano ospitati in case private pagate dal Ministero (contribuenti) e gestite da un’associazione.

Noi dobbiamo importare africani e pakistani perché multietnico è bello. E ospitarli in hotel perché c’è la guerra in Siria (ora anche finita). Loro non possono vivere insieme.
