“E’ comprensibile che le persone, d’istinto, possano andare oltre la realtà contingente, nell’impotenza che tutti provano di fronte a questo orribile reato, ma è altrettanto vero che alcuni di questi commenti non sono costruttivi né di aiuto alle vittime, e non possono in alcun modo essere utili al dialogo attorno alla complessa tematica delle migrazioni”. Così, in una nota, la Cooperativa Sociale Labirinto di Pesaro, che gestisce il business dell’accoglienza di cui ha usufruito Guerlin Butungu, il 20 profugo congolese arrestato ieri per gli stupri di Rimini.
La Labirinto si riferisce agli attacchi sulla propria pagina Facebook da parte di utenti indignati: tra i commenti, frasi come “grazie per aver ospitato lo stupratore di Rimini”, “vergognatevi”, “siete strutture inutili e piattaforme per la diffusione di esseri immondi”.

La Labirinto collabora con il ristorante locale La Perla per far lavorare a spese dei contribuenti i colleghi di Butungu – e anche lui lavorava lì – nel ristorante al posto di lavoratori italiani:
http://www.labirinto.coop/news/immigrazione/583-catering-multietnico-alla-rassegna-adriatico-mediterraneo
Qui trovate la pagina Facebook del ristorante:
