Torino: Caritas assume guardie per difendersi da immigrati

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La Caritas diocesana di Torino, quella che invoca ‘meno muri e più ponti’, ha ingaggiato un’azienda di vigilanza privata perché difenda i ‘volontari’ dagli immigrati.

“È il risultato dell’aumento di tensioni e minacce per i nostri operatori. E non c’è peggior compagna per chi si impegna nel nostro servizio. Si rischia così di reagire in due modi quando un bisognoso bussa alla nostra porta: lo si allontana o se ne diventa schiavi”, ha detto Pierluigi Dovis, direttore della Caritas torinese. E allora ecco le guardie private: perché se non metti muri alla frontiera, devi metterli davanti casa.

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Poi arriva il racconto di Don Agostino Cornale, parroco di Borgo Vittoria: “Una persona, dopo che gli ho detto che non potevo dargli denaro, mi ha preso a pugni, mi ha lanciato un portaombrelli. Me la sono vista brutta”.

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L’incontro era fatto col sindacato di polizia Ugl e una società di vigilanza “Mib, Men in Black”. Dovis, però, propone anche di riorganizzare i servizi: “Meglio aprire un giorno in meno, ma in sicurezza, quando si è in due”.

Loro attirano degrado e si fanno la vigilanza privata con i soldi dell’8 per mille. Chi invece abita nei dintorni e non può permettersi la vigilanza?