NON SOLO ONG, ANCHE I SINDACATI TRAFFICANO IMMIGRATI: DOMICILIO FITTIZIO PER DARE LA RESIDENZA AI BENGALESI – FOTO

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Da giorni c’è la folla nel piccolo cortile antistante il palazzo comunale di Palma Campania: un’orda di immigrati del Bangladesh che aspettano il loro turno per ritirare la residenza anagrafica. Un sindacato, dopo regolare delega, ha preparato la domanda al loro posto. E adesso possono ritirare l’agognato documento che consente loro di avere la carta d’identità, prendere la patente e la tessera sanitaria. Nessuno di loro ha una residenza reale, ma la legge italiana voluta dal PD è chiara: per i senza fissa dimora basta indicare un domicilio. A caso. Ognuno ha indicato quello del sindacato, il Sia Confsal, vico Parrocchia 22. Sono tantissimi. Da gennaio ad aprile circa 700, cioè 175 al mese, ai quali vanno aggiunti quelli che la dimora ce l’hanno, magari presso familiari o amici.

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Un flusso anomalo, secondo il sindaco Vincenzo Carbone, che qualche giorno fa è andato dal Prefetto Carmela Pagano, a raccontare ancora una volta la situazione esplosiva che si vive a Palma Campania: circa 4000 bengalesi su 15mila abitanti, una convivenza sempre più difficile, condizioni di vita e di lavoro assurde per gli stranieri, sfruttati per pochi euro al giorno nelle sartorie abusive, in campagna o nei cantieri.

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Il Comune ha anche dato mandato ad un legale di presentare una denuncia in Procura, per chiedere di fare chiarezza su questi flussi strani e sull’eventuale business che si cela dietro il fenomeno della migrazione bengalese. E il Prefetto si è mosso: ha convocato il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, composto dal sindaco e dai rappresentanti di tutte le forze dell’ordine.

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L’incontro si terrà mercoledì alle 17, ma un orientamento è già emerso: chiedere alla Finanza di indagare sui movimenti patrimoniali di chi si occupa dei bengalesi a Palma Campania, verificare se qualcuno possa essersi arricchito in maniera illegale. Il primo cittadino è arrabbiatissimo: «Sono anni che chiediamo attenzione sul fenomeno, che invochiamo indagini serie. Noi e tutte le forze dell’ordine effettuiamo controlli, chiudiamo fabbriche abusive e sfrattiamo chi vive in scarse condizioni di igiene, ma la situazione è insostenibile. Speriamo sia la volta buona, una svolta è necessaria».

Presto avremo il primo comune bengalese in Italia. Grazie alle Ong che li traghettano. Grazie ai sindacati che sono loro complici. E grazie alle leggi di questo governo di farabutti politici.




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