Genova, Curia ospita 400 Africani: “Ai senzatetto genovesi donate cuscini riscaldanti”

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Dal giornale locale di Genova:

“Ho messo a disposizione la Chiesa per i poveri, contro questo freddo. Ma molti poveri (chi li conosce bene, lo sa) non vogliono lasciare il loro posto in strada, dove dormono, neanche con questo freddo. Bisogna portare loro il caldo perché non muoiano di freddo. Sapete quei cuscinetti che vendono in farmacia, quelli che li schiacci e fanno caldo per un po’ di ore? Aiutateci. Portatecene qui in parrocchia a Sturla, e noi li portiamo ai poveri”.

E’ l’appello lanciato oggi dal parroco di Sturla, don Valentino Porcile, attraverso la sua pagina Facebook.

“In pieno centro città – ha aggiunto don Valentino – anche ora durante il giorno fa freddo, anche ora trovi poveri avvolti nei cartoni e nelle coperte. Non possiamo restare indifferenti. Non possiamo pensare di leggere sul giornale che un’altra persona per strada è stata trovata morta assiderata. Non possiamo. Poche parole e tanti fatti. Non stiamo qui a fare chiacchiere. In questo post, ve lo dico prima, cancellerò commenti inutili. Le parole ora non servono. Chi vuole si muova. Compri di questi cuscinetti e li porti ai poveri. O lì porti qui nella nostra parrocchia. Noi li porteremo a loro”.

Per carità, tutto è meglio di niente. Ma suona un po’ come una presa per il culo. Quando si scopre che:

“La chiesa di Genova ospita circa 400 profughi e da oggi 50 di loro sono ospitati presso il seminario arcivescovile”. Lo afferma il cardinale Angelo Bagnasco in una nota diffusa dal Servizio Informazione Religiosa della Cei.
Nello spirito del Vangelo, in comunione con gli appelli di Papa Francesco e in continuita’ con lo spirito di solidarieta’ che storicamente ha segnato il cammino della Chiesa diocesana genovese”, il cardinale Bagnasco ha infatti accolto la richiesta di aiuto proveniente dalla Prefettura di Genova per l’ospitalita’, da oggi, a un nuovo gruppo di profughi, rendendo temporaneamente disponibile allo scopo, anche il Seminario Arcivescovile del Righi”. “Attraverso la Caritas e l’Ufficio diocesano Migrantes – si legge inoltre – la Chiesa genovese cura gia’ l’accoglienza di 50 profughi in una struttura di San Martino. Altri 42 li ospita in una struttura diocesana in via del Campo. Presso il Monastero nel quartiere di San Fruttuoso ne accoglie 15. A Di Negro ne ospita 85”. Altri migranti sono ospitati dalle Suore Gianelline che “hanno accolto nella loro Casa Provinciale in Salita del Monte 23 donne profughe. Il Rettore del Santuario delle Tre Fontane a Montaggio ospita stabilmente 30 giovani provenienti da Paesi africani e asiatici. Il Ceis (Centro di Solidarieta’ di Genova) ne sta accogliendo 16 a Fassolo, 33 a Campo Ligure e a Genova. Inoltre, attraverso l’Aub, ospita a Genova 50 profughi minorenni”.

Tutta questa ‘solidarietà’, si traduce in 35 euro al giorno a ‘profugo’, 5.110.000 euro di incasso all’anno. Molto più di 30 denari.

Quindi: per i senzatetto italiani una ospitata in chiesa giusto perché fa freddo e in caso rifiutino – non sono pacchi, hanno una dignità – qualche cuscino scaldante. Intanto, ai fancazzisti africani le stanze del seminario arcivescovile: calde, comode e accoglienti. Motivo: i contribuenti pagano la loro permanenza.

Si dice che Maria Antonietta invitasse a distribuire le brioches al popolo affamato che protestava per le strade di Parigi. E’ una leggenda. Ma questa dei cuscini, invece, il prete l’ha detta davvero.




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