La Cina festeggia 15 anni nel Wto: per noi l’inizio del disastro

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15 anni fa, l’11 dicembre 2001, la Cina entrò nel Wto, l’Organizzazione internazionale del commercio, grazie a Bill Clinton, il presidente americano allora uscente che aveva scommesso sullo sdoganamento economico della Cina, ma per volere di tutte le multinazionali che sognavano da anni di potere produrre liberamente a basso costo in Cina ed esportare senza barriere doganali in Occidente. Il delitto economico perfetto. Completato dalla possibilità di parcheggiare poi i guadagni nei paradisi fiscali attraverso l’Irlanda.

Da allora, sarà un caso, l’Italia ha smesso di crescere. Da allora, è iniziato il tracollo della qualità della vita delle classi medie occidentali alla quale assistiamo: per la prima volta, quest’anno, si assiste ad una diminuzione della speranza di vita negli Usa, l’indicatore più profondo della salute di una società. In Italia, esacerbata dall’esperienza Renzi, abbiamo avuto un record di morti.

Abbiamo assistito ad uno spaventoso passaggio di ricchezza dal basso verso l’alto senza precedenti: pochi si sono avvantaggiati diventando sempre più ricchi, e quasi sempre senza meriti oggettivi; le masse si sono impoverite.

Ma le classi medie occidentali, incapaci di organizzare una rivoluzione, come in una sorta di malattia autoimmune si sono invece rifugiate nel suicidio e nell’uso di droghe, che ha toccato livelli record in quella che era la classe media bianca americana scivolata verso la povertà.

“Da qui a dieci anni” disse Clinton quando annunciò l’accordo “ci guarderemo indietro e saremo fieri di quello che abbiamo fatto”. Lui e la moglie sì, visto chi ha finanziato la loro Fondazione e la campagna elettorale di lei. Ma l’effetto Cina, in un simpatico scherzo del destino, è stato decisivo nel dare a Trump la vittoria: “La Cina ha distrutto l’America” è stato lo slogan vincente che ha trasformato Donald Trump nel presidente eletto. E la Cina avrebbe distrutto l’America proprio nascondendo le sue truppe nel cavallo di Troia del Wto.

Ora la Cina vorrebbe fare l’ultimo passo: ricevere il riconoscimento ufficiale di “economia di mercato” che impedirebbe ai partner del Wto, America e Europa in testa, di esercitare le pur misere misure antidumping rimaste.
Fare dumping è abbassare il prezzo di un bene a un livello inferiore a quello del mercato interno per poterlo così esportare più facilmente guadagnando (scorrettamente) maggiori quote di export. Che è il tipico comportamento cinese.

Poi è arrivato Trump. E forse le classi medie occidentali hanno smesso di rivolgere il danno verso se stesse.




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