PROFUGHI AFRICANI ISCRITTI A SCUOLA: GENITORI RITIRANO BAMBINI

Condividi!

Profughi in classe. Esplode la protesta. E due coppie di genitori ritirano i figli da scuola. Gli altri ‘convinti’ a non farlo. Per ora.

La decisione è stata irrevocabile: due bambini sono state portati via e seguiranno le lezioni in un altro istituto. È successo a Cagliari. Le religiose, interpellate, accusano i genitori: “E’ soltanto disinformazione”.

Il caso esplode all’inizio dell’anno scolastico quando due presunti minori africani raccattati in Libia da Renzi e poi scaricati in Sardegna, dove sono ospitati a spese nostre (100€ al giorno) in una casa di accoglienza, sono stati iscritti in un istituto cagliaritano.

“La casa famiglia ci ha chiesto la disponibilità all’accoglienza e noi, ovviamente, abbiamo accettato”, spiega una suora ex insegnante della scuola.
“Alcuni genitori però non hanno condiviso questa scelta. E ne hanno detto di tutti i colori”. I dubbi sollevati riguardavano sull’utilizzo dei bagni, la mensa e l’esposizione dei bimbi all’eventuale contagio di malattie.

Due le coppie di genitori che hanno scelto di trasferire i bambini e altre mamme e altri papà sono stati invitati a fare altrettanto. Una vera e propria rivolta.

La vicenda ha scosso anche don Marco Lai, direttore della Carita$ e preoccupato di difendere un business milionario.

“Ho appreso di questa vicenda dalle parole di Don Marco Lai e ci sono rimasto male perché non esiste che non si tenda la mano a dei minori stranieri non accompagnati che stanno faticosamente cercando di integrarsi”, sottolinea l’assessore alle Politiche Sociali Nando Secchi. “Da questo si capisce che il percorso che porta all’integrazione sarà lungo e difficile. Si fatica molto a far sentire a loro agio questi bambini e ragazzi fra progetti che stentano a partire, qualche intoppo burocratico ed evidenti barriere linguistiche, se poi ci si mettono anche alcuni genitori a creare problemi anziché agevolare il processo di integrazione sarà molto difficile non far sentire emarginati questi bambini”.

La chiamano integrazione: è il nostro genocidio. Il compito di ogni vero italiano è fare sentire gli invasori non bene accetti. Quello dei politicanti è invece favorirne il radicamento a casa nostra.




Lascia un commento