Carlo Azeglio Ciampi, ex governatore della Banca d’Italia ed ex presidente della Repubblica, è morto a Roma. Aveva 95 anni. Recentemente era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico.
E’ simbolico che mr. Euro sia morto nel giorno del vertice UE di Bratislava, che segna l’inizio della fine dell’Unione Sovietica Europea.
Il 13 maggio del 1999 venne eletto decimo presidente della Repubblica con 707 voti su 1010. In precedenza era stato presidente del Consiglio del mimistri dal 28 aprile del ’93 al 10 maggio del ’94. Fu governatore della Banca d’Italia dal 1979 al 1993. E’ stato tra i fautori dell’Euro e ha svenduto la sovranità italiana alla UE. Se l’Italia dall’introduzione della moneta unica è ferma al palo della crescita, è anche ‘merito’ suo. E per questo verrà ricordato.
Oltre alla ‘privatizzazione’ di Bankitalia: sottraendo la sovranità monetaria ai cittadini e regalandola alle banche azioniste di BI. Sul finire del suo mandato, Ciampi farà in tempo a farsi sbeffeggiare da George Soros, che con la sua speculazione sulla Lira attaccò frontalmente la nostra sovranità, trovando di fronte l’incompetenza di un istituto centrale che bruciò la bellezza di 48 miliardi di dollari in una difesa inutile. Dopo tale capolavoro, Ciampi venne premiato con la presidenza del Consiglio, per la prima volta nella nostra storia affidata a un non parlamentare. Erano i famigerati anni ’90, in cui si susseguivano governi tecnici, privatizzazioni, scandali politici pilotati da una magistratura connivente. Ciampi succedeva al già tristemente noto governo presieduto da Amato. Il suo fu quello che venne chiamato il “governo dei banchieri”, ma fu anche il primo governo dal 1947 a partecipazione (sia pure per pochi giorni) di post-comunisti. Il che è emblematico. Risale peraltro a quella stagione radiosa, la cui agenda fu definita poco tempo prima a bordo del Panfilo Britannia, il principale reato d’opinione introdotto nel nostro ordinamento.
Purtroppo è sfuggito al processo popolare per alto tradimento. Speriamo non vi sfuggano Napolitano, Renzi e Mattarella.
