NIZZA, TERRORISTA ISLAMICO SPUNTA IN UN VIDEO: “NON SONO IO”

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Molto probabile si tratti di una ‘burla’. Visti i legami familiari, la casa e tutto il resto. Restano comunque alcuni particolari da chiarire. Fosse vera la denuncia, allora un altro islamico avrebbe usato la sua identità per girare liberamente in Europa, magari un ‘profugo’ arrivato recentemente dalla Turchia o dall’Italia.

La notizia di agenzia:

Un video pubblicato tramite YouTube pone un interrogativo sull’identità dell’autore della strage di Nizza, identificato come Mohamed Lahouaiej Bouhlel, tunisino di 31 anni, originario di Msakna, un paesino nei pressi di Sousse.

Nel video, della durata di 40 secondi, un uomo molto somigliante a Bouhel, spiega di avere appreso la notizia dell’attentato e di essere assolutamente estraneo ai fatti di Nizza.

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“Ho visto la mia fotografia su Facebook, indicata come quella dell’autore della strage di Nizza. Voglio dirvi che io mi trovo a Msakna, a Sud di Sousse, e non so assolutamente nulla di questa vicenda. Vi prego per favore di fare accertamenti prima di mettere nei guai la gente”, dice l’uomo. Nel video vengono poi mostrate immagini riprese dell’automobile su cui sta viaggiando, per provare che si tratti davvero del piccolo centro in Tunisia.

Un uomo che si presentava come Mohamed Lahouaiej Bouhel aveva tra l’altro riferito a fine 2013 di avere smarrito carta d’identità e patente. Il suo appello a riportagli i documenti è ancora rintracciabile sul web.

Secondo Vox è una versione inattendibile, fino a prova contraria, comunque valevole di essere approfondita. Molto probabile si tratti di una ‘burla’. Visti i legami familiari, la casa e tutto il resto.  Chiunque avrebbe potuto caricare un video su You Tube, ed essere abbastanza somigliante per avere un certo ‘credito’.

Restano comunque alcuni particolari da chiarire. Fosse vera la denuncia, allora un altro islamico avrebbe usato la sua identità per girare liberamente in Europa, magari un ‘profugo’ arrivato recentemente dalla Turchia o dall’Italia.

Intanto, le indagini su Mohamed Lahouaiej Bouhlel, l’attentatore di Nizza, si stanno concentrando sul telefono cellulare ritrovato nel camion dell’attacco, insieme ai suoi documenti e a un bancomat. Secondo quanto rivela Le Monde, in particolare, sarebbero emersi alcuni nomi “interessanti” e contatti comuni con Omar Diaby, un jihadista di spicco originario di Nizza, legato però al fronte Al Nusra, quello finanziato da Renzi con i soldi del riscatto per le due famose ragazzine.