Femminismo come mezzo di soppressione etnica

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Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro del Marxismo Culturale. Come di consueto è stato pubblicato un articolo femminista su Internazionale.it (http://www.internazionale.it/opinione/laurie-penny/2016/06/30/donne-matrimonio-single). Non che la cosa desti ormai più grande scalpore, pur essendo un articolo che spicca particolarmente per ipocrisia.

Ormai nella mente di certi intellettuali progressisti, consapevolmente o meno, il dogma è uno solo: annientarci, costi quel che costi. E usano tutti i mezzi: il neo-femminismo, che nulla ha a che vedere con il benessere e la protezione delle donne, quanto, invece, con il desiderio di utilizzarle, è uno di questi.

“I timori sul calo del tasso di fertilità tra le donne bianche della classe media è paragonabile all’isteria moderna verso le donne della classe operaia, nere o migranti che fanno troppi figli”.

Il tentativo dei conservatori di costringere le donne bianche e benestanti a tornare in cucina è motivato dal panico razzista e dalla volontà di ripristinare un ordine sociale che ha funzionato sempre e solo per gli uomini.”

“Ma resta il fatto che credo nello smantellamento delle istituzioni sociali ed economiche del matrimonio e della famiglia.”

“Credo che l’amore debba essere liberato dai confini della famiglia tradizionale e monogama, e che anche le donne debbano essere liberate.”

Questa frasi riassumono molto bene l’essenza femminista e il modus operandi del marxismo culturale. Non ci si pone il dubbio che senza nuove generazioni non c’è alcun futuro, no.

Si demonizza, invece, chi intuisce che fino ad adesso, e ancora per molto tempo, la specie umana è sopravvissuta tramandando di madre/padre in figlia/figlio (da notare che il femminile va messo prima) il testimone della vita. Ma secondo la loro logica, finché ci saranno gli immigrati che sfornano milioni di figli al giorno, che problema c’è. Tanto siamo tutti uguali, sostituibili ed intercambiabili. Per cui è un bene che l’uomo bianco si estingua, dato che è un cancro nel mondo (non eravamo tutti uguali?). Ha oppresso popoli e minoranze ovunque nella storia. Mentre gli altri popoli, tipo i musulmani, non hanno mai oppresso nessuno. I cinesi nemmeno. I Maya nemmeno. Le tribù indigene africane hanno sempre rispettato i diritti delle donne e sempre lo faranno. Solo l’uomo bianco è un oppressore nel DNA.

E dunque che le donne bianche abbraccino il femminismo, oppure si facciano stuprare da neri e musulmani. L’importante è che non si sposino, o che il matrimonio si trasformi in un tale inferno di tasse, obblighi e stress di ogni tipo, che le poche che fanno ancora l’errore diventeranno un esempio per tutte le altre.




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