Boldrini: “Dovete intitolare strade alle donne” – VIDEO COMICO

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«È giunto il tempo di dare alle donne quello che è delle donne. I candidati sindaci tengano a mente anche il bisogno di rivedere la toponomastica delle città, che oggi vede solo il 4% delle strade intitolate a donne, peraltro quasi sempre sante. Eppure l’Italia ha prodotto tante altre donne meritevoli di essere ricordate in tanti ambiti». Ovviamente, tranne la Fallaci.

È l’appello della presidente della Camera Laura Boldrini, che ha ricevuto i sindaci di Catania e di Formia, Enzo Bianco e Sandro Bartolomeo, promotori nei rispettivi comuni della intitolazione di strade a personaggi femminili. Boldrini ha manifestato apprezzamento ai primi cittadini di Catania e Formia, auspicando che «questi gesti di buona politica siano un esempio per altri sindaci».

Basta guardarla in faccia, tra lei e Bianco, sono due ‘scappati di casa’. Il caso Boldrini, prima che politico, è un caso meramente psichiatrico: è ossessionata.

Non c’è un complotto ‘macho’, la toponomastica rispecchia la realtà. Per millenni la Storia l’hanno fatta gli uomini: e viste le donne oggi in ambito pubblico, solo un folle potrebbe cambiare Piazza Giulio Cesare in Piazza Boldrini.

Enzo Bianco ha ricordato che lo scorso 2 giugno è stata intitolata a Catania una pista ciclabile alle donne che ebbero un ruolo nella guerra di liberazione dal nazifascismo, assicurando anche in sede ANCI un impegno per aumentare la rappresentanza femminile delle donne nella toponomastica delle città, anche per dare «un segnale forte contro »i troppi insopportabili ed inaccettabili casi di femminicidio che scuotono le coscienze soprattutto degli uomini. In attesa di una legge efficace in materia, i sindaci lancino delle iniziative di formazione e di riflessione nelle scuole«, ha detto il sindaco di Catania. E il sindaco di Formia Sandro Bartolomeo ha sottolineato che nel suo comune »puntiamo a riequilibrare la presenza femminile almeno al 50% nelle intitolazioni delle strade, in modo da dar vita ad un esempio virale».

Catania e Formia non hanno problemi seri. Come fai a discutere con elementi simili? Non è un dibattito politico, è un manicomio.




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